Lusi, un caso isolato? Sui fondi gli ex Margherita accusano i vertici

Pubblicato il 2 Febbraio 2012 19:13 | Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio 2012 19:18

Luigi Lusi (Lapresse)

ROMA, 2 FEB – Quello di Luigi Lusi è stato un caso isolato oppure prelevare soldi dai conti del partito era una “prassi” favorita dall’omertà di qualche collega e dall’opacità della rendicontazione nel partito che fu “Democrazia è Liberta – La Margherita”, sede in via sant’Andrea delle Fratte a Roma?

Su questa ipotesi stanno lavorando il procuratore aggiunto Alberto Caperna ed il sostituto Stefano Pesci, che vogliono vederci chiaro ed accertare se la ”prassi” di prelevare danaro dai fondi ricevuti dalla Margherita sotto forma di rimborsi elettorali nel periodo 2008-2011 sia stato un fatto circoscritto. Tra le ipotesi degli inquirenti c’è quella che l’ex tesoriere Lusi si appropriasse di somme di danaro confidando sull’omertà di colleghi che avrebbe potuto, in un qualche modo, eventualmente ”ricattare”. Ipotesi sulla quale per ora non si sarebbero trovati riscontri.

Ma più delle ipotesi della procura in questo momento pesano di più le accuse degli ex colleghi di partito. Accuse ai vertici del partito (Francesco Rutelli, Enzo Bianco, Arturo Parisi, Pierluigi Castagnetti), che si riunirà nelle prossime ore in assemblea, di scarsa trasparenza nella gestione dei fondi.

Accuse che sono già da tempo arrivate in tribunale: Enzo Carra, Renzo Lusetti, Calogero Piscitello, l’ex coordinatore regionale lombardo Battista Bonfanti e Carmine Nuccio sono i firmatari dei due ricorsi al tribunale civile che impugnava la validità dei rendiconti riguardanti il periodo 2009-2010. La procura di Roma vorrebbe sentirli come testimoni.

”Decidemmo di fare causa – spiega Carra – perché nessun rendiconto poteva essere stato approvato dal momento che è l’Assemblea federale, per espressa disposizione statutaria, a doverlo fare e noi che ne facciamo parte non siamo mai stati convocati”. La motivazione sul mancato invito è che i vari ricorrenti erano passati a partiti concorrenti del Pd ma, osserva Carra, ”Carmine Nuccio è iscritto al Pd ma non fu lo stesso invitato”.

Le accuse più pesanti vengono però da Luciano Neri, al tempo responsabile della Circoscrizione Estero della Margherita ed attuale responsabile della Consulta per gli Italiani nel Mondo del Pd, che chiede al presidente Dl Francesco Rutelli e al presidente dell’Assemblea Enzo Bianco di arrivare dimissionari all’assemblea della Margherita, convocata dopo l’indagine su Luigi Lusi. ”Come componenti della Circoscrizione Estero, abbiamo fatto una battaglia solitaria nel corso dell’ultima sessione dell’Assemblea federale della ex Margherita, il 20 giugno dell’anno scorso, l’abbiamo persa ma oggi i fatti ci dicono che avevamo ragione”.

”Feci in quell’occasione un intervento molto duro – ricorda Neri – contestando sia il metodo, che non consentiva ai 400 componenti dell’assemblea di conoscere alcunché sulla gestione delle risorse, sia il merito, in quanto il residuo attivo della ex Margherita, la cui entità è a tutt’oggi sconosciuta, (15, 18, 20 milioni di euro?), semplicemente a nostro avviso doveva, e deve, essere “restituito” alla società civile alla quale apparteneva e appartiene: abbiamo proposto la destinazione del 50% del residuo della ex Margherita per opere di ricostruzione a L’Aquila, da concordare con le istituzioni locali. L’altro 50% da distribuire tra associazioni attive in opere di protezione umana, sociale e sanitaria e nell’affermazione dei diritti umani (Medicine sans Frontiere, Emergency, Caritas Nazionale, Fondazione Don Di Liegro, Amnesty International )”.

”La reazione – ricostruisce l’ex esponente Dl – fu violenta e la chiusura totale, anche se alcuni interventi, di Arturo Parisi e di Pierluigi Castagnetti in particolare, sollecitarono responsabilmente l’avvio di procedure trasparenti e di scelte condivise. Alla fine solo il sottoscritto votò contro, mentre Parisi non partecipò al voto. In Italia, quando non vuoi far niente, nomini una commissione. E così fu fatto, fu nominata una commissione che, come noto, non si è mai riunita. Alla luce dei fatti oggi si comprende meglio il perché di quella chiusura, perché, forse, quelle risorse erano già state impegnate, o perché, forse, qualcuno aveva pensato non ad una soluzione “restitutiva”, come quella da noi avanzata, ma ad una “distributiva”, magari utilizzando le diverse Fondazioni di riferimento dei diversi maggiorenti dell’ex Dl”.

Oggi ”di fronte alla nuova situazione, la nostra proposta “restitutiva” acquisisce una forza politica e morale straordinaria e diventa l’unica strada percorribile. E noi continueremo a proporla con determinazione”. Neri chiede di convocare ”immediatamente l’Assemblea Federale, alla quale Rutelli ed Enzo Bianco devono arrivare dimissionari perché stampa ed opinione pubblica dimostrano di non credere allo scenario di un tesoriere che in solitaria si appropria di 13 milioni di euro “all’insaputa” di tutti gli altri. Ci si chiede dove fossero i revisori dei conti, l’ufficio di tesoreria e tutti gli altri che cogestivano la struttura. Chi è stato parte del problema non può rappresentare anche la soluzione”.