Caso Marrazzo: solidarietà e richieste di dimissioni du Facebook

Pubblicato il 24 Ottobre 2009 19:36 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2009 19:39

Solidarietà e stima fino a venerdì sera, poi i messaggi virano precipitosamente in un crescendo di incredulità e delusione, fino alla richiesta di dimissioni, dopo aver letto i verbali pubblicati oggi.

La pagina di Piero Marrazzo su Facebook è un via vai di post, oltre cento in poche ore, che commentano la vicenda del ricatto al Presidente della Regione Lazio filmato con un transessuale in un appartamento di Via Gradoli a Roma.

“Sono sconcertato e amareggiato perché in questo Paese per colpire un presidente si butta fango sull’uomo. Il video è una bufala e come presidente andrò avanti. Sarà la giustizia a far luce sulla vicenda. Ringrazio la magistratura e la stessa Arma dei carabinieri per la serietà del loro operato” ha postato Marrazzo venerdì alle 11:16 quando il caso stava esplodendo.

C’é il circolo Pd di Asti che scrive “Tieni duro, grande Piero! Ci hanno già provato nel 2005 e non ci sono riusciti. Tutto il Pd è con te” e chi subito dopo aggiunge “solo chi non ti conosce poteva dubitare di te, ma non ti preoccupare che l’onestà ripaga sempre”.

Questo venerdì, poi la valanga dei delusi, alcuni che già avevano scritto appoggiando Marrazzo, si chiedono “perché hai pagato tre assegni e non hai denunciato subito? Anche se ti sei concesso una scappatella si denuncia sempre tutto. Poi con calma si ricompongono i legami familiari”.

Il tema dei pagamenti è caldo: “Ma se è tutta una bufala perché alla Procura di Roma hai fatto queste dichiarazioni? E tutti voi difensori preventivi ve la sentite di scrivere gli stessi post di ieri dopo aver letto questi verbali del Presidente?”.

Evidentemente no, in effetti da ore sulla pagina di Facebook di Piero Marrazzo non c’é più traccia della solidarietà e della stima di venerdì.

Facebook è aperto a tutti, i post dunque diventano occasione di sciabolate politiche: “E’ sei mesi che si dice che Silvio è un puttaniere, adesso lui è un perseguitato dai servizi segreti?? Ipocriti” scrive Francesco Cossu.

La ‘questione morale’ investe in pieno il dibattito. Un deluso Enrico Cecchetto scrive: “Sono convinto che questa campagna sia da mettere in relazione con le future amministrative regionali, ma La credevo persona moralmente più integra. Non mi sarei aspettato da Lei coinvolgimenti in tali storie. Certo non voglio discutere in merito alla Sua vita privata, ma è certo che ha perso la fiducia di molti Suoi elettori. Tanti auguri per tutto”.

Un altro, Davide Baraldi aggiunge: “Il problema non è la corruzione ma l’ipocrisia di tutta la sx che ha condannato Berlusconi per la d’Addario e poi si ritrova a dover fare i salti mortali per pararsi il “culo”.

Non manca un po’ di beffarda ironia: ‘se ero tua moglie non ti avrei fatto rientrare a casa’, oppure ‘l’hanno beccato a fare le strisce con il tesserino della Regione nella casa di un transessuale e secondo te questo non dovrebbe dare le dimissioni?”.

Ecco, le dimissioni: sui post nelle ultime ore non si legge che quello, ‘fai una cosa utile al Pd: dimettiti’. Scrive Francesco Simone Savi che si definisce suo estimatore: “Il problema non è morale, ma politico. Un politico sotto ricatto non può continuare”. Giuseppe Ravenda scrive di entrare nella pagina “non come sostenitore di Marrazzo. Ho un orientamento politico diverso. Ma avverto l’esigenza, io che mi colloco dall’altra parte della posizione politica del governatore del Lazio, di esprimere la mia indignazione per il delirio gossiparo che sta stritolando la politica italiana”.