Caso Penati, Veltroni querela Gasparri

Pubblicato il 28 Agosto 2011 18:52 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2011 18:55

ROMA, 28 AGO – “L’onorevole Walter Veltroni ha dato mandato ai suoi avvocati di sporgere querela per diffamazione contro il senatore Gasparri per le dichiarazioni oggi da lui rilasciate e riportate dalle agenzie di stampa.

“Si tratta – ha detto Veltroni – di affermazioni ancora più gravi visto che provengono da una persona che ricopre importanti incarichi istituzionali”.

Le affermazioni a cui si fa riferimento sono quelle diffuse in una nota dal presidente dei senatori del Pdl: “Si scrive Penati si legge Bersani. Il sistema di potere dei Ds-Pd emerge con chiarezza dalle vicende di Sesto San Giovanni. Appare come la continuazione delle tradizionali vicende che hanno visto il principale partito della sinistra al centro di un sistema finanziario ricco di risorse e povero di trasparenza, per non dire altro”.

“Non è un caso – è scritto sempre nella nota – che in difesa del modello Sesto sia scesa in campo anche la vecchia guardia dell’ex Pci sui propri giornali poco riformisti”.

”Non sarà – aggiunge Gasparri – il soccorso giudiziario che vorrebbe far scattare la prescrizione a cancellare questo gigantesco scandalo. Le cifre enormi, i rapporti tra Gavio, Fassino e Bersani, proseguiti nell’acquisto superpagato delle azioni della Serravalle da parte di Penati, fanno immaginare che le risorse illecitamente pagate non servissero per singoli corrotti, ma per alimentare un sistema. E Bersani spera di farla franca come capitò ai suoi predecessori graziati dal Di Pietro magistrato che così, salvati dalla tangente Enimont i capi Pds D’Alema, Veltroni, Fassino ecc, si avviò verso la carriera ministeriale insieme alla sinistra a cui aveva garantito immeritata impunità”.

“Dall’Enimont e dalle coop al metodo Sesto gestito da Penati braccio destro di Bersani – denuncia Gasparri – la storia non pare diversa. Serve una campagna di verità. E’ questo il vero e illecito costo della politica. Bersani non si illuda di sfuggire alle sue colpe politiche e morali. Così come Penati e i compagni di Sesto non potranno evitare la realtà. C’è tutta una storia da riscrivere. Dalla Napoli degli anni ottanta all’area Falck”, conclude.