Caso Ruby: dopo le ‘arcorine’ ecco le ‘grazioline’, “a Roma fanno feste anche tre volte a settimana”

Pubblicato il 3 Febbraio 2011 10:31 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2011 10:31

ROMA – Dopo le “arcorine” e le “olgettine” spuntano nelle intercettazioni milanesi del caso Ruby le “grazioline”. E tornano all’attenzione dei pm anche gli altri “festini”, dopo quelli di Arcore. Quelli nella residente romana di Silvio Berlusconi, palazzo Grazioli, di cui tanto si è parlato nell’estate del 2009 quando scoppiò il caso escort. Dalle nuove intercettazioni che, come scrive La Repubblica, sono in mano ai pm di Milano si capisce che forse a palazzo Grazioli si faceva anche più “vita” che ad Arcore.

In un’intercettazione è Nicole Minetti a dire che a Roma “si fanno cene anche due, tre volte a settimana”. Cene anche meglio pagate di quelle di Milano. Tanto che, come scrive La Repubblica, dalle intercettazioni si deduce una certa invidia delle “arcorine” rispetto alle “grazioline”. Perché Raffaella Fico, soubrette in partenza per l’Isola dei famosi, Cinzia, Valeria, Raffa, Giada, Aris e tutte le “romane” vengono “trattate” meglio.

In realtà, scrive il quotidiano diretto da Ezio Mauro, ci sono tre tipologie di ragazze che frequentano le feste di Berlusconi, molte a pagamento: le ospiti di Arcore, quelle di Palazzo Grazioli, e quelle che fanno la spola tra le due dimore (e Villa Certosa). Tra queste ultime figurano Ioanna Visan, la Fico, Barbara Guerra, Barbara Faggioli, Marystell Polanco, Aris Espinoza, le gemelle Imma e Eleonora De Vivo. L’elenco completo comprende decine di donne: molte straniere, alcune prostitute.

Di diverse ragazze se n’era già parlato nel 2009 quando scoppiò il caso escort di Giampi Tarantini e Patrizia D’Addario. I nomi, oltre a quelli già fatti, sono quelli di Vanessa Di Meglio (5 settembre e 8 ottobre 2008), tale Karen e Niang Kardiatou (10 dicembre 2008, anche per loro 1000 euro), e Sonia Carpendone, detta Monia, che giunge a Roma da Milano con una ragazza che si presenta come sua sorella ma che – raccontò Giampaolo Tarantini – “appresi da lei chiamarsi Roberta Nigro” (una dei 28 testimoni interrogati dai legali del premier per controbattere alle accuse dei pm del Ruby-gate). Fu pagata per “fermarsi dal presidente” (17 dicembre 2008) anche Camilla Cordeiro Charao (“Scorie” su Rai2), ex compagna del figlio di Adriano Galliani.

Poi ci sono la pugliese Imma Di Ninni (Un due tre stalla), l’ex gieffina Carolina Marconi (una delle Tarantini-girl), la cantante sassarese Cristina Ravot, la neo gieffina Valentina Costanzo, leccese, per gli amici “la segretaria”, e Giada Culite (Il lotto alle otto). Di quest’ultima, della Marcondes e di Letizia, scrive La Repubblica, “si dice si diano un gran daffare per rallegrare le serate a palazzo con dei balletti. Allestiti con l’aiuto di coreografi. Le “grazioline” si travestono cambiandosi di abito nelle camere. Chi ha assistito agli spettacolini racconta di una cosa a metà tra il Bagaglino, il Lidò e il Burlesque. Gli spettatori abituali dei dopo cena? Il capo del governo, il presidente di Medusa Carlo Rossella e Tarak Ben Ammar, potente produttore tunisino e vecchio amico di Berlusconi. A fine serata tra le ragazze scatta lo stesso spirito di competizione delle feste di Arcore. Il premier viene avvicinato, coccolato, blandito: addirittura nel suo studio”.

Secondo quanto scrive La Repubblica, a gestire le “romane” e a organizzare le feste a palazzo Grazioli sono almeno tre persone. La prima, secondo i documenti in mano ai pm di Milano, è Sabina Began, l'”Ape Regina” che presentò Tarantini al premier. “Sono io che organizzo le feste”, ha confidato in un’intervista a Sky Tg24. Un’altra organizzatrice è, sempre secondo quanto scrive La Repubblica, la deputata Maria Rosaria Rossi, già organizzatrice delle cene al castello di Tor Crescenza, e il cui nome compare nelle carte dell’inchiesta di Milano. Infine ci sarebbe una terza “organizzatrice”, finora sconosciuta: è brasiliana e si chiama Miriam Marcondes.