Abolire la Cigs? Fornero frena ma spunta la filosofia del “ciclo di vita”

Pubblicato il 25 Gennaio 2012 12:22 | Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2012 12:26

ROMA – E’ prematuro parlare di modifiche alla cassa integrazione o di una soppressione della cassa integrazione straordinaria. Lo ha detto ieri, il ministro del welfare Elsa Fornero, parlando all’Istat.”L’eliminazione della cassa integrazione straordinaria non è scritta”, ha detto e il riferimento è al documento sulle linee per la riforma del mercato del lavoro letto il giorno prima a Palazzo Chigi alle parti sociali . “Non lo so, vedremo, parlerò con i sindacati”.

All’indomani del tavolo e dopo il muro alzato dalle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, frena. Cancellare la cigs? “Una follia”, ha sostenuto il numero uno della Cgil, Susanna Camusso. “Un disegno astratto”, ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Pieno, intanto, il sostegno del premier Mario Monti a Fornero: “I temi sui quali il governo insisterà sono quelli comunicati dal ministro del Lavoro”. Quanto ai tempi, ”speriamo di poter procedere in modo abbastanza spedito, pur nel rispetto delle esigenze di contrattazione, sul mercato del lavoro”, aggiunge il presidente del Consiglio.

Di certo, ha ribadito il ministro Fornero, c’è la necessità di rivedere il sistema degli ammortizzatori sociali. E di cercare “il consenso ma sempre con l’idea che qualcosa deve essere innovata. Il governo “si augura vivamente di poter concludere l’azione di riforma intrapresa con l’accordo e il dialogo di tutte le parti social”‘. Allo stesso modo, anche riguardo alle tipologie contrattuali, Fornero dice che “non c’è l’idea del contratto unico. Non è scritto, possiamo discuterne in modo civile e ordinato”.  Ma insiste sul voler adeguare le retribuzioni al “ciclo di vita”: il salario e le tutele verrebbero modulati sull’evoluzione della vita lavorativa. Una fase di formazione, con garanzie più basse; piena copertura nella parte centrale della vita lavorativa e una fase finale in cui “occorre declinare le forme possibili di rimodulazione delle prerogative”.

Nel documento ”c’è invece – ha sottolineato il ministro tornando a parlare degli ammortizzatori sociali – l’impostazione di un percorso di riforma che vedremo dove condurrà. Lo vedremo attraverso il dialogo, attraverso l’esame dei problemi, attraverso il confronto franco, schietto che mira a risolvere questi problemi. Quindi era del tutto prematuro parlare di soppressione della cassa integrazione e in ogni caso – evidenzia – sappiamo che il 2012 sarà un anno molto difficile, nel quale non potremo fare grandi innovazioni”. “Un percorso di gradualità può essere un’ipotesi che facilita il dialogo”, ha aggiunto il ministro, precisando come al tavolo con le parti sociali, ”non siamo entrati nella individuazione di soluzioni perché sarebbe stato arrogante da parte del governo. Il governo ha posto il problema della necessità di un sistema migliore, più efficiente e più efficace, di ammortizzatori social”‘. E indica l’ipotesi di una modifica in senso assicurativo: “La previdenza non è più assistenza e forse anche la modifica degli ammortizzatori sociali può essere congegnata, diciamo così, in un modo assicurativo”.

Oggi la Cig, sia ordinaria che straordinaria è  pagata da aziende e lavoratori con un contributo sulle retribuzioni, mentre quella in deroga è finanziata dalla fiscalità generale. La spesa per gli ammortizzatori sociali nel bilancio Inps è stata di 20,44 miliardi di euro, circa il doppio di quanto speso nel 2008. Di questi circa 7 miliardi sono andati alla cassa integrazione, 11 alla disoccupazione, 2,3 alla mobilità per un totale di quasi 4 milioni di beneficiari. Le previsioni di recessione fanno dire al leader della Cgil Susanna Camusso che “togliere la Cassa integrazione sarebbe folle”. Ma le risorse sono concentrate in questo campo e se si vuole fare una riforma è da qui che occorre partire. Nei piani del ministro Fornero, si tratta di una riforma quadro: si fissano oggi le regole di un sistema che potrà andare in vigore solo quando i trend di crescita lo permetteranno.