Catania, un maxi debito da 22 milioni per case comprate nel 1989

Pubblicato il 4 Novembre 2012 12:06 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2012 12:07
Raffaele Stancanelli, sindaco di Catania

CATANIA – Un maxi debito fuori bilancio da 22 milioni. Debito maturato mentre cadeva il muro di Berlino, nel 1989. Debito dovuto ad acquisti di immobili da parte dell’Ente,  riconosciuto da un Tribunale, e che rischia di costringere il Comune di Catania a ricorrere alla norma che permette di attingere dal fondo di rotazione, sospendere i decreti ingiuntivi e pagare i creditori in cinque anni.

La vicenda, riportata dal quotidiano La Sicilia, comincia nel 1989, quando il Comune compra 138 alloggi, 110 autorimesse, 65 cantine e 12 posti auto, nel rione Librino per fare fronte all’emergenza sfratto. Il Comune paga, in lire, l’equivalente di 5,8 milioni di euro, il 90% dell’importo complessivo, impegnandosi di versare il restante 10%, circa 650mila euro, nel 2004.

Ma al momento del saldo l’Ente non paga e apre un contenzioso con l’impresa per il residuo, ma perde. Il Tribunale condanna il Comune non soltanto al risarcimento dei danni che per i 650mila euro non versati e’ di 5,2 milioni, ma ritiene il contratto di vendita insoluto, anche se solo del 10%, e dispone la restituzione di tutti gli immobili. ”Adesso – spiega l’assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi – o paghiamo nuovamente tutti gli immobili o li restituiamo. Ma le case sono abitate da 138 famiglie, e alcuni degli inquilini hanno riscattato l’appartamento, comprandolo ed e’ di loro proprieta’. Quindi nel bilancio 2012 noi dobbiamo prevedere 22 milioni di ulteriori debiti tra quota del 10% da corrispondere e nuovo acquisto”. Contro la sentenza esecutiva del Tribunale il Comune ha annunciato ricorso.