Catia Polidori: “Non c’entro niente con Cepu, è solo un caso di omonimia”

Pubblicato il 19 Dicembre 2010 20:24 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2010 20:28

”Mai nessuna impresa della mia famiglia ha ricevuto nulla dal Governo”, e ”Francesco Polidori, straordinario imprenditore umbro cui è riferibile Cepu, è solo un omonimo”. Parola di Catia Polidori, parlamentare umbra di Città di Castello eletta in Veneto nelle liste del Pdl e tra le fondatrici di Futuro e libertà di Fini, che con il suo voto alla Camera contro la sfiducia è stata determinante per la salvezza del governo, lo scorso 14 dicembre.

Da quel giorno – si legge oggi sul Corriere dell’Umbria, che pubblica un’intervista esclusiva alla parlamentare – la Polidori ha ricevuto minacce e vive sotto scorta. ”Io di numeri non ne sapevo davvero nulla – spiega Catia Polidori in merito alla conta dei voti – come non potevo immaginare che il mio amico e collega Moffa decidesse di non presentarsi al voto. La mia è stata davvero una scelta di coscienza e di coerenza”.

”Ho fatto – spiega – quello che avevo sempre dichiarato. Punzecchiare Pdl e Governo, anche aderendo a un altro gruppo parlamentare, ma mai la sfiducia”. ”Non ho mai ricevuto nulla in cambio da nessuno”, sottolinea. Che cosa le ha detto Berlusconi? ”L’ho incontrato nel corridoio mentre alcuni colleghi evitavano di farmi assalire dai giornalisti. Mi ha detto: ‘Grazie Catia. Sapevo che eri una persona coerente’. Poi mi hanno subito portato via”.

In tanti – è un’altra delle domande dell’intervista – l’hanno definita Miss Cepu, la mega azienda che viene da Fraccano, frazione di Città di Castello, beneficiata dalla riforma Gelmini.

L’onorevole Barbareschi l’ha attaccata pubblicamente. ”Francesco Polidori – replica la parlamentare – è nato a pochi metri da casa mia e ci conosciamo molto bene come con tutti gli altri 32 abitanti di Fraccano (…). Nessuno della mia famiglia, fratelli, zii, o cugini, detiene, o ha mai detenuto, partecipazioni azionarie né tantomeno rapporti di lavoro di qualsiasi tipo con le aziende di Polidori. E’ solo un caso di omonimia. Non ho studiato o insegnato alla Cepu, ma mi sono laureata con il massimo dei voti a Siena e specializzata a Oxford. Aggiungo che non ho votato l’emendamento di cui tanto si parla”.

E Fini? ”La sera prima del voto, con i due gruppi di Camera e Senato riuniti, ho dichiarato la mia difficoltà a votare la sfiducia e poco dopo, in separata sede, l’ho comunicato a Fini e Bocchino. Mi ha scritto una bella nota, spero abbiano capito”.