La maggioranza accelera: giovedì 10 Cdm straordinario per la riforma della giustizia

Pubblicato il 3 Marzo 2011 12:00 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2011 12:27

Angelino Alfano

ROMA – Si terrà giovedì prossimo, 10 marzo, il Consiglio dei ministri straordinario per varare la riforma costituzionale della giustizia. La data – secondo quanto si è appreso – è stata decisa stamane, nel corso della riunione dei ministri a Palazzo Chigi.

La fissazione del Cdm straordinario alle 9.30 di giovedì prossimo è arrivata dopo che il Guardasigilli Angelino Alfano ha riferito sugli aggiornamenti fatti al ddl di riforma costituzionale nel corso di incontri avuti sia con la Lega sia con i ‘tecnici’ della giustizia del Pdl riuniti ieri alla Camera. Separazione delle carriere di giudici e Pm; Csm diviso in due (uno per i Pm l’altro per i giudici); Alta Corte di disciplina esterna a Palazzo dei Marescialli; principio di responsabilita’ dei magistrati in Costituzione; inappellabilita’ delle sentenze di assoluzione: questi i capisaldi della riforma confermati nel corso delle riunioni di questa settimana.

Rispetto a ipotesi più radicali circolate negli ultimi giorni, il Guardasigilli ha ieri assicurato che su alcuni punti non si interverrà con mano pesante: l’obbligatorietà dell’azione penale resterà (”non c’è alcuna possibilità che l’articolo 112 della Costituzione sia cancellato”) anche se – ha aggiunto – ”stiamo valutando se intervenire con legge ordinaria per regolamentarne le modalità”; nessun intervento sulla Corte Costituzionale o su eventuali maggioranze qualificate cui aveva fatto riferimento lo stesso premier Berlusconi per dichiarare l’illegittimita’ di una legge (”non se ne è parlato e – ha specificato Alfano – non faceva parte della mia relazione”).

Infine, niente presidenza del Csm dei Pm affidata al ministro della Giustizia (”da parte mia questa e’ un’ipotesi esclusa”) ma la possibilita’ che questa vada al Procuratore generale della Cassazione o al Presidente della Repubblica, oppure a un procuratore generale ‘ad hoc’ votato dal Parlamento. Alcuni nodi devono essere ancora definitivamente sciolti prima del Cdm della prossima settimana. Le diverse ipotesi in campo che per Alfano ”hanno tutte diritto di cittadinanza” riguardano in particolare la composizione dei due Csm (un terzo ‘togati’ e due terzi ‘laici’ oppure meta’ e meta’?) e la maggiore partecipazione del popolo all’amministrazione della giustizia richiesta dalla Lega.

Su quest’ultimo punto si sta valutando la modifica dell’art. 106 della Costituzione in modo da prevedere la nomina elettiva di magistrati onorari alle funzioni di pm, ma anche l’eventuale elezione dei capi degli uffici giudiziari, sempre per andare incontro alle richieste del Carroccio.