Cécile Kyenge: “Su quel barcone potevo esserci io, cancelliamo Bossi-Fini”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2013 8:48 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2013 8:50
Cécile Kyenge: "Su quel barcone potevo esserci io, cancelliamo Bossi-Fini"

Cécile Kyenge: “Su quel barcone potevo esserci io, cancelliamo Bossi-Fini”

ROMA – “Su quel barcone, al posto di quei disperati, potevo esserci io. È una tragedia immane, un dolore terribile che mi paralizza”. La ministra per l’Integrazione Cécile Kyenge soffre alla vista di quei corpi allineati sulla banchina di Lampedusa. In un’intervista al quotidiano la Repubblica Kyenge spiega però che “per un ministro il dolore deve trasformarsi in azione. Basta vittime. Questa è la goccia che fa traboccare il vaso: bisogna rivedere tutte le nostre norme sull’immigrazione”, ”a partire dalla Bossi-Fini, coinvolgendo tutti i ministeri interessati”. E serve anche ”una legge sui richiedenti asilo’‘.

Poi, aggiunge, ”dobbiamo dobbiamo fare capire all’Europa che il problema è comunitario. Il tema dell’immigrazione sarà sicuramente al centro del nostro semestre di presidenza Ue. Bisogna chiedere un intervento condiviso dall’Europa, a partire dall’adozione di canali umanitari che rendano più sicuri questi viaggi”.

E bisognerà anche ”rivedere la convenzione di Dublino, perché tutti i Paesi europei devono gestire i profughi”. Intanto nell’immediato ”dobbiamo subito mettere in piedi una struttura di coordinamento interministeriale tra Interno, Integrazione, Infrastrutture e Trasporti, Esteri e Difesa, in stretta relazione con la presidenza del Consiglio, al fine di soccorrere i profughi e aiutare comuni e comunità locali”.

Il ministro torna anche sulle parole della Lega, ribadendo che si è ”segnato un punto di non ritorno’‘ e che ”nel momento del dolore è triste vedere che c’è chi specula su delle vite umane”.