Cecile Kyenge: “Immigrazione, al via nuova stagione per l’Italia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 ottobre 2013 11:19 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2013 11:19
Cecile Kyenge: "Immigrazione, al via nuova stagione per l'Italia"

Cecile Kyenge (Foto LaPresse)

BRUXELLES – “In Italia l’immigrazione si avvia verso una nuova stagione”. Il ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, lo ha dichiarato durante un’intervento all’Europarlamento a Bruxelles. La Kyenge ha sottolineato la necessità di ripensare alle leggi sul reato di clandestinità e che regolarizzano l’immigrazione e di riaprire un dialogo nell’Unione europea.

Durante il convegno organizzato dall’associazione LasciateCientrare – European alternatives, all’ Europarlamento a Bruxelles, la Kyenge ha detto: “In Italia in tema di immigrazione stiamo avviando una nuova stagione, superando logiche emergenziali. Nel Parlamento va maturando un nuovo indirizzo politico per una revisione della legge vigente, in particolare sul reato d’ingresso e soggiorno irregolare”.

Il ministro per l’Integrazione ha aggiunto che “il prolungamento del periodo di permanenza nel centro, aumentato col ‘Pacchetto sicurezza’ fino a 18 mesi, anche conforme alla direttiva, appare eccessivamente lungo anche sotto il profilo dell’adeguatezza delle strutture, realizzate per periodi molto più brevi, addirittura 30 giorni nella norma originaria del 1998”.

“Sono evidenti quindi – ha aggiunto – gli effetti negativi che possono derivare sulla qualità della vita all’interno della struttura, sulle relazioni e sulle possibili gravi violazioni dei diritti fondamentali”.

Per la Kyenge “i tempi sono maturi per pensare a strategie alternative: più in generale dobbiamo ripensare cosa significhi ‘sicurezza’ e quali sono le strategie per garantirla e in questo quadro va aperto un confronto. Garantire la sicurezza dei cittadini non significa accanirsi su deboli e invisibili ma colpire chi tira le fila del crimine” ha concluso.

In materia di Centri di identificazione ed espulsione (Cie), spiega la Kyenge, “la normativa nazionale dovrebbe meglio adeguarsi allo spirito di quella europea”. Ripensare al “trattenimento” e ai Centri di identificazione ed espulsione “è un compito difficile che richiede approfondimenti non banali per evitare che le proposte che emergono possano essere sfruttate per accentuare il timore degli altri, che pure, purtroppo, è presente nella nostra società”.

Il ministro all’Integrazione ha poi aggiunto: “Prevenire l’irregolarità è uno dei principi da perseguire in sede Ue con principali interventi sui flussi migratori. Nostro compito è prevedere dei canali di accesso regolare per i migranti – ha proseguito il ministro -che con l’attuale normativa sono troppo restrittivi”.

Infine la Kyenge ha spiegato che “il regolamento di Dublino resta un punto fondamentale. Occorre riaprire il dibattito, perché la situazione mette in ginocchio i migranti e tutte le persone sul terreno. Spero che al vertice europeo del 24 e 25 si parli anche di questo”.