La Cei al governo: “Se le cose non funzionano è perché si cerca un solo capro espiatorio”

Pubblicato il 9 Novembre 2010 14:14 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2010 14:23

”Chi ha più responsabilità deve sentire più forte il richiamo sul piano della decisione concreta per smuovere le cose e operare scelte concrete”, ma ”se poi le cose non funzionano è perché si cerca un solo responsabile, un capro espiatorio”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, in una conferenza stampa a margine dell’assemblea generale, in corso ad Assisi.

”Ci troviamo di fronte a una situazione preoccupante” – ha ribadito citando il discorso di ieri di Bagnasco, ma ”il senso della democrazia è proprio questo, sentirci tutti corresponsabili, anche se non non allo stesso modo, non nella stessa misura”.

Le preoccupazioni dei vescovi – ha spiegato Crociata – non riguardano solo la sfera politico-istituzionale, ma anche un ”cambio di costume degli italiani”. ”Tutto questo – ha aggiunto – non è prodotto di una sola causa, anche se le cause non sono tutte uguali. Dobbiamo essere onesti e veri nel guardare alle cause”.

Quello del ”capro espiatorio” – ha osservato – ”’è un gioco che possiamo fare tutti. C’è sempre qualcuno responsabile, ma guardiamo agli altri e non a noi stessi”. Crociata si è poi detto ”convinto e preoccupato” del fatto ”che nel Paese non si veda alcun cambiamento, non solo in politica; non scocca nessuna nuova scintilla, registro, stile, perché continua questo gioco, di trovare qualcuno su cui scaricare le responsabilità. Con questo – ha proseguito – non voglio fare il qualunquista. E’ chiaro che chi ha più responsabilità deve sentire più forte il richiamo, sul piano della decisione concreta per smuovere le cose e operare scelte concrete e produttive”.

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