Centrodestra si riunisce, M5s trema e Salvini rassicura: “Governo con loro, regionali con Berlusconi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 settembre 2018 1:56 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2018 1:56
Centrodestra unito alle elezioni regionali. Tensioni tra M5s e Salvini

Centrodestra, vertice Salvini-Berlusconi-Meloni: “Torneremo insieme al governo”

ROMA  – Un vertice del centrodestra fa impennare la tensione nel governo. Silvio Berlusconi ha incontrato Matteo Salvini e Giorgia Meloni il 20 settembre a Palazzo Grazioli. “In un futuro non lontano il centrodestra tornerà al governo”, ha detto Berlusconi parlando della intesa per le prossime elezioni regionali. E gli alleati M5s del governo giallo-verde chiedono subito spiegazioni e smentite.

La Lega si affretta a smentire allora l’ipotesi di un accordo per tornare a elezioni politiche: “Andremo avanti cinque anni”, assicura Giancarlo Giorgetti. Ma l’immagine di Salvini che fa la spola tra Palazzo Grazioli e la sua vicina casa romana per scrivere le proposte della Lega sulla manovra, a partire dalla flat tax cara al centrodestra, dà corpo a un ‘doppio forno’ leghista che poco piace al M5s. “Se non realizziamo le promesse, meglio andare a casa”, ripete in questi giorni Luigi Di Maio.

Il vertice del centrodestra si svolge in ore cariche di tensione nella maggioranza, per la scarsità di risorse per la manovra. E viene accolto con un silenzio irritato e piccato dei vertici M5s: noi voliamo molto più alto, dicono, sappiamo che Salvini fa leva sull’alleanza di centrodestra e si mostra più tranquillo perché le misure della Lega hanno costi inferiori delle nostre e perciò possono permettersi un pressing a più bassa intensità su Tria e Conte.

Questa la loro versione. Che è molto diversa da quella che filtra dal vertice di centrodestra. Su richiesta di Berlusconi, raccontano fonti azzurre, Salvini ha promesso di informare sempre gli alleati sulle misure del governo e ha detto che farà di tutto per portare a casa punti del programma come la flat tax unica con aliquota bassa. Una misura del genere, promettono Fi e Fdi, sarà sostenuta da tutto il centrodestra.

Il Cavaliere si spinge oltre e più volte, nelle quattro ore di incontro a Palazzo Grazioli, invita l’alleato a mollare i Cinque stelle per tornare al voto col centrodestra. Ma sul punto Salvini si mostra fermo: lo so che al loro interno hanno problemi e non sono sempre affidabili – è il ragionamento fatto dal vicepremier – ma con Di Maio il rapporto è ottimo. Ed è una nota della Lega in serata a precisare che sì, il centrodestra correrà “come sempre” unito alle regionali, ma “a livello nazionale resta l’accordo con il M5s, a partire dalla manovra”. La ritrovata unità del centrodestra, dopo la spaccatura sulla Rai che rischiava di far saltare l’intesa per le regionali, viene messa nero su bianco in una nota al termine del vertice.

“Il centrodestra esiste e resiste”, esulta il Cavaliere. Che aggiunge una personalissima postilla: “Gli italiani – pronostica al termine del primo vertice di centrodestra dalle elezioni – usciranno abbastanza presto dall’ubriacatura nei confronti del M5s”. A suggellare l’accordo ci sarà la prossima settimana il voto congiunto per eleggere Marcello Foa alla presidenza della Rai ma anche – fanno sapere fonti azzurre – nomi condivisi, di area centrodestra, alla guida delle testate della tv pubblica. Quanto alle regionali, si definiranno i criteri per candidature unitarie in Piemonte (forse un forzista), Abruzzo (Fdi), Basilicata (un civico di area Fi), Sardegna (Lega).

Marciare divisi ma colpire uniti, sembra essere la parola d’ordine del centrodestra in questa fase. Conclusione che soddisfa Giorgia Meloni: “Salvini ha chiarito – osserva – che la Lega è ancorata al centrodestra. Si stanno rendendo conto che è difficile trovare sintesi con M5s”. Ma il vicepremier continua a provarci, visti i risultati per la Lega finora molto positivi. E così, mentre a Palazzo Grazioli si perfeziona la nota del centrodestra, Salvini a pochi metri di distanza vede i sottosegretari Massimo Garavaglia, Massimo Bitonci e Claudio Duringon, per scrivere il canovaccio della ‘sua’ manovra.