Cesare Previti perde contro Enzo Biagi: non ci fu diffamazione

Pubblicato il 11 Gennaio 2012 18:33 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2012 18:33

ROMA – Cesare Previti non otterrà alcun risarcimento per la presunta diffamazione lamentata ai suoi danni in relazione ad alcuni passi del libro di Enzo Biagi “Ma che tempi”. L’ex ministro della Difesa, spiega la Cassazione, non otterrà alcun risarcimento perchè la difesa, nel ricorso alla Suprema Corte, ha dimenticato di “riprodurre lo scritto contestato o quanto meno gli estremi del documento che lo contiene”.

Previti già davanti al Tribunale di Roma aveva ricevuto un no alla richiesta di risarcimento pari a 500 milioni di vecchie lire nei confronti della Rcs e della Rai. Il no era stato ribadito dalla Corte d’appello della capitale, il 28 novembre 2011, sulla base del fatto che le espressioni utilizzate dal giornalista scomparso “non presentavano la valenza offensiva denunciata” ma avevano contenuto “essenzialmente ironico, soprattutto con riferimento agli aspetti fisici” dell’ex ministro.

Come riferisce la sentenza 80 della Terza sezione civile, Previti lamentava di essere stato descritto da Biagi come “colui che acquistava sentenze”, denunciando un “malizioso richiamo alle teorie lombrosiane, per ricollegare al suo aspetto un’immagine di delinquenza”. Per il giudice di merito, le espressioni utilizzate da Biagi rientravano tutte “nell’esercizio del diritto di critica e del diritto di satira”.