P3, parla la pm del processo a Gelli: “Forti analogie con lo scandalo P2”

Pubblicato il 20 luglio 2010 10:40 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2010 10:40

Esistono delle analogie tra il caso della P2 e la vicenda attuale della P3. Ne è convinta Elisabetta Cesqui, oggi membro della disciplinare del Csm, in passato pubblico ministero nel processo contro la P2. In un’intervista a L’Unita’ il magistrato descrive le analogie con il passato.

”Di simile rispetto ad allora vedo alcune reazioni: all’epoca si diceva che Licio Gelli era una persona assolutamente non qualificata per gestire rapporti a quei livelli, che era un materassaio e che la gente andava a Castiglion Fibocchi perché aveva sconti sui vestiti della Lebole. Una studiata operazione di banalizzazione”.

E’ proprio il ”basso livello delle persone”, secondo l’ex pm, che ”aumenta la gravità del fatto”, perché che persone ”mediocri” abbiano un accesso cosi’ familiare ad alti livelli della politica ”rende la vicenda piu’ grave a oscura”.

Sulla nomina di Alfonso Marra, la Cesqui rivela che ”già nel Plenum, al momento della votazione, erano state segnalate pressioni inusitate a favore della nomina di Marra. La sera stessa della votazione, in un resoconto che faccio per i colleghi avevo scritto di un fortissimo sconcerto: era evidente che c’erano stati dei cambiamenti d’opinione all’ultimo momento, che sulla nomina del presidente della Corte d’Appello di Milano si erano esercitate fortissime pressioni esterne”.

Dopo lo scandalo della P2, ”si reagì in modo puntuale”. Oggi, secondo la Cesqui, che condivide il parere del Guardasigilli Alfano, ”la magistratura ha gli anticorpi per reagire alle degenerazioni interne”, anche attraverso l’Ispettorato.”Ma se anche l’Ispettorato – si domanda la Cesqui – è contaminato dalla degenerazione, le cose cambiano. Se è oggetto di perplessità, chi custodisce i custodi?”.