Cgil, Camusso: “Lavoro? Monti non va bene, riforma va cambiata”

Pubblicato il 23 Aprile 2012 11:45 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2012 11:55

ROMA – ”Siamo assolutamente sereni ma convinti che le cose che il governo fa non vanno bene e continueremo a cercare di cambiarle”. Cosi’ il segretario generale Cgil, Susanna Camusso, ha risposto a una domanda sull’appello del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, a una maggiore serenita’ nella discussione. La Cgil torna a chiedere al governo regole di salvaguardia per i lavoratori esodati con la possibilita’ per tutti di accedere alla pensione con le vecchie regole. ”C’e’ un governo – ha detto parlando con i cronisti a margine di un presidio dei lavoratori Cgil del pubblico impiego – che tenta di non trovare una funzione e continua a inventarsi cose che non hanno nessuna possibilita’ tipo questo annuncio sul ritorno al lavoro”.

Il segretario generale Cgil, Susanna Camusso, non crede che sia possibile vedere i primi segnali di ripresa gia’ a fine 2012 cosi’ come ipotizzato dal ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera. ”Se il governo si decidesse a fare politiche di crescita’ – ha detto Camusso a margine di un presidio dei lavoratori del pubblico impiego della Cigl – potrebbero esserci segnali di ripresa ma in queste condizioni mi sembra molto difficile. Il governo nel def ha previsto una recessione piuttosto pesante per quest’anno”.

Il leader Cgil ha spiegato che i sindacato ”avendo le possibilita’ e le condizioni hanno fatto accordi per restare al lavoro. Non si puo’ fare – ha detto – per aziende chiuse, fallite, per gli accordi individuali e nei casi in cui a fronte delle uscite sono stati previsti nuovi ingressi. Non si puo’ far finta di niente – ha detto – quello e’ un modo per no affrontare un problema che ha creato il governo”. Camusso ha sottolineato che il governo ha fatto la riforma senza regole di salvaguardia. ”Per la prima volta nella storia – ha detto – sono state fatte norme senza attenzione a cio’ che era gia’ successo. Non era mai stato fatto in un nessun paese”.