Chi è Roberta Pinotti, nuovo ministro della Difesa

Pubblicato il 21 febbraio 2014 21:28 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2014 21:30
Chi è Roberta Pinotti, nuovo ministro della Difesa

Chi è Roberta Pinotti, nuovo ministro della Difesa (LaPresse)

ROMA, 21 FEB – Chi è Roberta Pinotti, nuovo ministro della Difesa, che Matteo Renzi ha nominato al posto che nel governo Letta era occupato da Mario Mauro?

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Roberta Pinotti, nata a Genova il 20 maggio 1961, è il primo ministro della Difesa donna dell’Italia repubblicana. Prende il posto di Mauro, del quale era stata sottosegretario. “Non ci sono frontiere che le donne non possono superare”, ha dichiarato, vantando il suo “percorso unico”: prima donna a presiedere la commissione Difesa della Camera, sottosegretario alla Difesa nel Governo Letta e ora responsabile del dicastero.

Certo, ora sente “con grande forza la responsabilità” che le è stata affidata, ma assicura che ce la metterà tutta per fare fronte alla “grande sfida” che la aspetta. In effetti, sono molti i dossier scottanti, a cominciare da quello dei due marò. E proprio a Latorre e Girone dedica le sue prime parole da titolare del ministero di Palazzo Baracchini: “I marò sono nel mio cuore e nel cuore di tutti gli italiani”, ha detto all’ANSA. “E’ una situazione ingiusta. Dobbiamo con forza riportarli a casa”, perchè sono trattenuti “ingiustamente” in India. “Tutti i militari – ha detto – possono compiere errori ma esiste la giustizia militare italiana. Non possono essere accusati di terrorismo e non devono essere giudicati in un altro Paese”.

La biografia

Genovese, 53 anni, sposata, due figlie, Roberta Pinotti è una senatrice del Partito Democratico che da sempre si è occupata di cose militari.

Laureata in lettere moderne, insegnante di italiano nei licei, ha iniziato la sua carriera politica negli anni novanta venendo eletta consigliere circoscrizionale nel quartiere di Sampierdarena con il Partito Comunista Italiano. Dopo lo scioglimento del Pci, ha aderito al Partito Democratico della Sinistra prima e ai Democratici di Sinistra poi (tra le file del cosiddetto “correntone”). È stata assessore alla scuola, alle politiche giovanili e alle politiche sociali della Provincia di Genova dal 1993 al 1997, assessore alle Istituzioni scolastiche di Genova dal 1997 al 1999 e segretaria provinciale dei DS dal 1999 al 2001.

Nelle elezioni politiche del 2001 è stata eletta deputato alla Camera, essendo risultata vincitrice nel collegio Genova 7. Riconfermata dopo le elezioni politiche del 2006, ha aderito al gruppo parlamentare dell’Ulivo.
Nel settembre del 2006 ha annunciato la sua non disponibilità a presentarsi nelle elezioni primarie dell’Unione per stabilire il candidato a sindaco di Genova della coalizione di centrosinistra.
Alle Elezioni politiche italiane del 2008 è candidata in Liguria tra le fila del Partito Democratico al Senato della Repubblica, viene eletta.
Nel 2007 è nominata Responsabile nazionale Difesa nella Segreteria nazionale del Segretario Walter Veltroni, è nominata Ministro della Difesa nel Governo ombra del Partito Democratico, ruolo che ricopre dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009, e capo dipartimento del PD alla difesa con il segretario Dario Franceschini.
È esponente di Area Democratica, la corrente di Franceschini uscita sconfitta dal Congresso PD del 2009.
Dal 24 febbraio 2009 il neo-segretario del PD Dario Franceschini la nomina presidente nazionale del Forum Difesa del Pd.

Nel 2012 si presenta alle primarie per la candidatura a sindaco di Genova, arrivando terza col 23,6% dopo il vincitore Marco Doria (indipendente, ma fortemente sostenuto da SEL, vincitore del 46%) e il sindaco uscente Marta Vincenzi (27,5%).

L’agenda del ministro Pinotti secondo l’Ansa

Tra le altre questioni con cui dovrà confrontarsi il neo ministro, la riforma dello strumento militare concepita dal suo predecessore Di Paola: la legge è stata approvata, ma molti auspicano aggiustamenti ai decreti attuativi soprattutto per quanto riguarda i meccanismi di esodo del personale (che dovrà ridursi dagli attuali 190mila militari a 150 mila entro il 2024). All’interno del Governo dovrà battersi affinché ci sia certezza e costanza di risorse per il sofferente bilancio della Difesa, in modo da poter programmare un graduale spostamento di risorse dalla voce Personale, all’Esercizio e all’Investimento, trovando un diverso equilibrio più vicino ai parametri europei. E a proposito del personale, tra i militari c’è malumore per il blocco degli stipendi che da alcuni anni non fa corrispondere alle promozioni i relativi aumenti di retribuzione: una vicenda che si chiede a gran voce di risolvere, per poter garantire ai militari un “livello dignitoso” di stipendi e pensioni. Ma molto c’è da fare anche sul versante della cosiddetta qualità della vita: dalle caserme spesso fatiscenti alla mancanza di alloggi di servizio, che ostacolano in modo serio la mobilità.

Da più parti si sollecita al titolare di Palazzo Baracchini anche di accelerare sulla Difesa europea, la cui realizzazione produrrebbe sinergie con risparmi in termini di mezzi e di uomini. E a proposito di mezzi, c’è forse la patata più bollente di tutte che attende la neo-ministra: quella dei caccia F-35, che parte della politica e il movimento pacifista chiedono di non acquistare. Roberta Pinotti dovrà invece portare avanti il programma, ritenuto essenziale dall’Aeronautica, così come si dovrà occupare dei problemi della Marina, che rischia di chiudere per obsolescenza della flotta, e dell’ammodernamento dell’Esercito, che ha la necessità di introdurre in larga scala il programma Soldato Futuro, con conseguente urgenza di fondi. E poi ci sono le dismissioni delle aree militari. Insomma, ammette il ministro, “da fare ce n’è”.