Unità d’Italia, la rabbia di Chiamparino: “Se non si vuole questa Festa lo si dica, almeno non buttiamo i soldi”

Pubblicato il 11 Febbraio 2011 8:42 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2011 9:27

Sergio Chiamparino

ROMA – Sergio Chiamparino sente puzza di bruciato. Il sindaco di Torino e presidente del comitato dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia non ci sta e intervistato da La Stampa replica a tutti coloro che vogliono “boicottare” la festa del 17 marzo. Uffici, scuole, politici e paesi che disertano, che festa è allora? E soprattutto che immagine di unità è? In effetti stanno diventando un po’ troppi quelli che, adducendo ora un motivo ora un distinguo, svuotano questa celebrazione di significato. Se è una festa di popolo che senso ha tenere aperte le scuole e le fabbriche, le officine e i ministeri? Chiamparino ricorre a un’immagine efficace: pensate a un Cipputi che si è fatto 8 ore alla catena di montaggio e che alla fine del turno debba assistere a un pistolotto celebrativo sul Risorgimento. L’incauto oratore dove sarà mandato a farsi benedire?

“Non prendiamoci per i fondelli – dice Chiamparino – O il governo mantiene la festa nazionale che ha proclamato per giovedì oppure lasciamo perdere, ridimensioniamo tutto”.

”Perchè spendere una barcata di soldi per una giornata come le altre? Questi ministri del Pdl – dice Chiamparino a proposito di chi si è pronunciato a sfavore della festività – mi sembrano ossessionati dal bisogno di compiacere la Lega e la Confindustria”.

”Marcegaglia, Sacconi e la Gelmini – aggiunge – sottovalutano l’aspetto immateriale del 17 marzo. La festa in un giorno in cui non si è mai festeggiato è un elemento di socialità, di comunità”. Chiamparino bolla come ”gesto parasecessionista che urla vendetta” il rifiuto di festeggiare del presidente della provincia di Bolzano: ”Di tutte le eccedenze prodotte dal Nord, più del 40% finisce alle regioni a Statuto Speciale. Prendono i soldi dall’Italia e fanno i Radetzky. Vadano con gli austriaci, allora!”.

Il sindaco confida in Berlusconi, che vedrà sabato in occasione dell’incontro con i vertici Fiat: ”Gli chiederò di difendere la festa”. Berlusconi in questo momento magari è preso da altro, chissà se gli darà retta e accoglierà le richieste di Chiamparino.