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Chiara Moroni, la pasionaria voluta da Berlusconi poi passata ai finiani

Chiara Moroni

Berlusconi la volle perchè era una bandiera del garantismo, figlia del parlamentare socialista che si uccise dopo aver ricevuto un avviso di garanzia negli anni di Tangentopoli. Oggi Chiara Moroni lascia a sorpresa il gruppo del Pdl alla Camera per aderire alla compagine ”Futuro e liberta”. L’adesione al gruppo, che sara’ formalizzata domani, porta i ‘finiani’ di palazzo Montecitorio a quota 34. Seduta accanto al capogruppo Italo Bocchino, la figlia di Sergio Moroni , e’ intervenuta in Aula durante il voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo.

Fra gli applausi di diversi deputati, molti dell’Udc, Chiara Moroni ha sottolineato che non e’ possibile ”tollerare che la battaglia garantista venga confusa con il giustificazionismo” come, d’altra parte ”è altrettanto intollerabile qualsiasi giustizialismo”. La ”questione Caliendo”, ha detto, rappresenta un ”problema di opportunita’ politica” che dovrebbe suggerire al sottosegretario un passo indietro: un passo che oggi sarebbe pienamente tutelato ”da quelle garanzia – ha sottolineato commossa – che mio padre a suo tempo non ebbe”.

Chiara Moroni, 35 anni, e’ entrata nel mondo della politica dopo la morte del padre. Da sempre su posizioni ‘garantiste’, e’ stata nella Federazione giovanile socialista, poi ha aderito al progetto politico del Nuovo PSI, candidandosi con la Casa delle Liberta’ alle elezioni politiche del 2001. Eletta alla Camera dei deputati nel collegio di Rezzato, in Lombardia, a soli 27 anni, e’ stata la parlamentare piu’ giovane nella XIV Legislatura. Alle elezioni politiche del 2006 la Moroni si e’ candidata con Forza Italia, in base ad un accordo con il Nuovo PSI basato sul ”diritto di tribuna”: non eletta, e’ stata ripescata, avendo Berlusconi e Tremonti rinunciato al seggio della ”Lombardia 2”, optando per un altro collegio.

Alle ultime elezioni politiche e’ stata candidata del Pdl. Nessuno si aspettava che potesse aderire al gruppo di Fini. La sua scelta ha lasciato di stucco i suoi ex compagni socialisti confluiti nel centrodestra. ”E’ un’ingrata , il suo e’ un tradimento della sua storia , ha mortificato la comunita’ socialista”, ha detto il deputato del Pdl Lucio Barani. Critico anche Giancarlo Lehner, anche’gli del partito del premier: ”Chiara mi ha profondamente addolorato e turbato, non avrebbe dovuto citare suo padre.: lui di fronte a queste scelte non si sarebbe astenuto”.

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