Ciampi: “Il salva-liste è un episodio aberrante. Napolitano va difeso”

Pubblicato il 9 Marzo 2010 9:04 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2010 9:05

Carlo Azeglio Ciampi

Secondo l’ex Presidente della Repubblica il decreto salva-liste “è solo l’ultimo aberrante episodio di torsione del nostro sistema democratico”, in cui si assiste ad “un massacro delle istituzioni”.

In due interviste a La Repubblica e al Corriere della Sera, l’ex presidente commenta la situazione incandescente derivata dalla bocciatura del Tar del Lazio al decreto del governo e spiega:  “È la conferma che con quel decreto il governo fa ciò che la Costituzione gli vieta, cioè interviene su una materia di competenza delle Regioni”.

Al punto in cui si è arrivati, secondo Ciampi, occorre difendere il Presidente della Repubblica e non “sparare sul quartier generale”, anzi, sarebbe meglio “adoperarsi per proteggere ancora di più la massima istituzione del Paese”. Quanto alle elezioni, per l’ex Capo di Stato, sarebbe stato opportuno un rinvio, “ma per far questo sarebbe stata necessaria una volontà politica che nella maggioranza è mancata”.

In primo luogo, per il senatore Ciampi, il governo avrebbe dovuto “riconoscere pubblicamente di avere commesso un grave errore, chiedendo scusa agli elettori e agli eletti”. Dalle pagine del Corriere, poi, Ciampi ricorda che nel suo settennato ci sono state prove di forza con il premier Berlusconi.

“E’ successo con la legge Gasparri per le tv, che bocciai e anche con la riforma dell’ordinamento giudiziario. Materie assai scomode e spinose, cui il premier era molto interessato”. Ciampi spiega di non aver sempre fatto bene, “perché tutti si sbaglia” ma non ha “mai mollato – aggiunge riferendosi al motto dei fratelli Rosselli – rispetto a ciò che mi dettavano la Costituzione e la mia coscienza”.