Cinque Stelle dopo il caso Favia: “Grillo è un brand, non un padrone”

Pubblicato il 8 settembre 2012 13:01 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2012 13:01

Beppe Grillo (LaPresse)

MILANO – Il bisogno più diffuso è quello di dire che loro, i militanti del Movimento a cinque stelle, non sono sudditi. Che anzi, sono “totalmente autonomi” da Beppe Grillo. Ma le tossine della questione Favia, e del fuorionda con le accuse a Beppe Grillo sull’assenza di democrazia nel movimento, devono essere ancora smaltite.

I grillini, sabato mattina, si radunano a Milano, al presidio festa per l’iniziativa “Parlamento Pulito”. E là i militanti insistono sul principio che ”ognuno ha la sua testa” e che ”non c’e’ alcuna spaccatura nel movimento”, diffidano dei giornalisti che ”scrivono quasi sempre solo quello che va bene ai loro editori”.

L’happening si svolge dalle 10 alle 19 in piazza 25 Aprile a cinque anni esatti dal Vday, quando vennero raccolte in una giornata 350 mila firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per vietare candidature in Parlamento a chi e’ stato condannato o e’ in attesa di giudizio (in questo senso sono state esposte le foto di tutti i parlamentari che hanno o hanno avuto problemi con la giustizia) e la rielezione per piu’ di due legislature e ottenere l’elezione con preferenza diretta dei candidati. Proprio qui, davanti al Teatro Smeraldo, il 4 ottobre 2009 nacque il Movimento.

L’atteggiamento dei militanti è di non parlare delle polemiche che attraversano il M5S in questi ultimi giorni dopo la messa in onda su ‘Piazzapulita’ di Corrado Formigli delle frasi fuori onda del consigliere regionale emiliano, Giovanni Favia, di non discutere del presunto guru Gianroberto Casaleggio, delle espulsioni e dello stesso Grillo. Il comportamento anche nei confronti dei cronisti e’ di grande freddezza e per esplicitarla c’e’ anche una grande vignetta in cui si vede un giornalista rincorrere con una retina una mosca-Grillo e poi decine di mosche-grillini inseguire a loro volta con una retina l’esponente dei media.

”Grillo è per noi un marchio, ma noi siamo cittadini indipendenti. Andate a guardare cosa succede in casa d’altri”, dice uno che non vuole dare il nome (cosa che accade spessissimo); ”Non parliamo delle polemiche, volete cercare il gossip quando a noi interessa il bene delle persone, la povertà crescente, la mancanza di politiche di solidarieta”’, gli fa eco un altro. ”In Italia manca una democrazia reale”, è uno dei refrain più ripetuti.

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