Un grido già percorre le città d’Italia: togliete le multe anche a noi. Figli e figliastri di Berlusconi e Bossi

di Lucio Fero
Pubblicato il 23 Maggio 2011 13:36 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2011 13:36

ROMA-Un grido già percorre le città d’Italia: togliete, abbonate le multe anche a noi. Ci si scherza sopra, ma neanche tanto scherzando, a Torino e a Reggio Calabria, a Firenze e a Bari…Perché solo a Milano? Effetto, collaterale ma non troppo, della campagna elettorale Berlusconi- Bossi-Moratti che distribuiscono Ministeri, annullano multe, annunciano parcheggio gratis sulle strisce blu, libero carico e scarico sui marciapiedi delle merci per i negozianti, decapitazione con ignominia dell’ecopass voluto da chi? Dalla Moratti. Ma non è da questi particolari che si giudica un candidato, almeno secondo i criteri della televendita in cui quel che conta è l’ultima offerta. Effetto collaterale a cui forse gli strateghi del centro destra hanno pensato e forse no: quello di dividere e trattare il popolo elettore in figli e figliastri.

Si vota a Napoli? Promettiamo che lì le leggi edilizie non valgono e che la casa abusiva diventa casa legale. A a Palermo, Agrigento, Potenza e Latina pensano: perchè non anche da noi, siamo forse figliastri? Si vota a Milano e lì si prometta multa abbonata, pedaggio annullato e parcheggio gratuito. I romani, che anche se questa settimana non votano pochini non sono, pensano: a noi il pedaggio sul Raccordo Anulare, gli ausiliari del traffico che ti martellano di divieri di sosta…Nel loro piccolo, anzi piccolo per nulla perché sono tre milioni e passa, i romani “si incazzano” come le formiche di un libricino di successo. E scherzano amaro: “A quando il Colosseo a Milano?”. Polverini e Alemanno se ne accorgono: se va avanti così al prossimo giro a Roma il centro destra lo fanno fritto e se lo mangiano.

Per evitare l’effetto figli e figliastri che monta si toccano picchi inarrivati di surrealismo. Calderoli distribuisce Ministeri per la penisola, non solo quelli a Milano, quelli economici e delle riforme, ma anche gli Interni in Calabria, perché dalle finestre possano rispondere al fuoco della ‘ndrangheta? E gli Esteri in Sicilia, perchè la Sicilia nella percezione del ministro leghista è già un po’ “estero”? Questa dei Ministeri somiglia tanto alla storia delle “secchia rapita” che in Emilia-Romagna conoscono bene: una guerra sul nulla. Per trasferire un Ministero ci vorrebbero anni e poi a che serve? Davvero il rilancio del Nord produttivo e federalista dipende da qualche centinaio di stipendi pubblici in più o in meno sul “territorio”? E’ questo il “volano” del rilancio economico? Ma sono domande importune e impertinenti, come quella di chi pagherebbe a Milano i 150 milioni in meno nelle casse comunali se fossero abbonate le multe. “Dalla Moratti a Cetto La Qualunque” titola il quotidiano La Stampa. Va così, è così ma c’è di più, c’è una evoluzione-involuzione della televendita elettorale. Cetto promette “Più pilo per tutti”, Berlusconi-Bossi- Moratti-Lettieri hanno inaugurato la stagione del non per tutti ma dei figli e figliastri.