Claudia Lombardo, consigliera sarda Pdl in pensione a 41 anni con 5mila netti al mese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2014 8:47 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2014 14:23
Claudia Lombardo, pensione a 41 anni e vitalizio da 5mila €...

Claudia Lombardo, pensione a 41 anni e vitalizio da 5mila €…

ROMA – Claudia Lombardo, consigliera regionale del Pdl in Sardegna, è andata in pensione a 41 anni e con un vitalizio da 5.100 euro al mese. Poco importa che il governo Monti avesse fissato nel 2012 a 66 anni l’età per accedere al vitalizio nel 2012, perché nel 2011 la Regione Sardegna aveva già legiferato in materia abolendo il vitalizio. Ma la norma vale solo per i futuri consiglieri.

Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera scrive:

“L’anno prima, nel ‘94, la ragazza era stata eletta giovanissima, senza aver mai lavorato un giorno in vita sua, al consiglio regionale della Sardegna. Merito della bellezza, dei riccioli biondi, del «tocco magico» che aveva allora Berlusconi, dei voti di papà Salvatore. Il quale, consigliere socialista confluito in Forza Italia, le aveva lasciato in eredità il seggio come fosse un comò”.

La carriera politica della Lombardo continuò: confermata nel 1999 e nel 2004, poi coordinatrice sarda di Forza Italia nel 2008 e con la vittoria di Ugo Cappellacci divenne presidente dell’assemblea regionale sarda nel 2009. Ora, nel 2014, la Lombardo va in pensione a 41 anni, scrive Stella:

“Ed è riuscita a stracciare perfino un record che pareva imbattibile, quello di Giuseppe Gambale, entrato ragazzino alla Camera nel ‘92 e andato in pensione nel 2006 (per diventare subito assessore al Comune di Napoli: altro stipendio) con 8.455 euro lordi al mese. A 42 anni. Dopo avere versato complessivamente, per quattro legislature, 222 mila euro: recuperati in 26 mesi di pensione”.

Il suo caso, sottolinea Stella, non è l’unico:

“Certo, non sono gli unici a essersene andati a prendere il vitalizio giovani o giovanissimi. Era successo a 49 anni, per lo strascico delle vecchie regole, ad Alfonso Pecoraro Scanio, a 48 a Rino Piscitello, a 46 ad Antonio Martusciello. E sempre per lo strascico di norme troppo tardi ritoccate, come spiegava poche settimane fa Sergio Rizzo, c’è ancora oggi alla Regione Lazio chi è appena andato in pensione con cinquant’anni e una sola legislatura”.

Ma la “baby-pensionata”, come la definisce Stella, difende il suo diritto al vitalizio in un’intervista a Sardiniapost.it:

“Messa sotto accusa per aver tradito il giuramento sui vitalizi («prima dei cinquant’anni mai») la «baby pensionata» ha rivendicato in un’intervista a Pablo Sole di Sardiniapost.it di aver tagliato da presidente più che poteva («Il costo del Consiglio è passato da 85 a 58,5 milioni annui») e concesso che sì, certo, capisce che la cifra di 5.100 euro netti al mese a una quarantunenne «possa generare indignazione nell’opinione pubblica, ma non sono norme che abbiamo approvato noi»”.

E le norme del governo Monti che fissavano l’età per accedere al vitalizio a 66 anni non sono un problema:

“«Sì, ma dicevano anche che da questa prescrizione erano esentate le regioni che avevano già legiferato. E noi, che su questi temi siamo stati dei precursori, avevamo già messo tutto nero su bianco un anno prima, nel novembre del 2011, quando appunto abolimmo il vitalizio». Per il futuro, si capisce. Solo per il futuro”.