Mastella e il mercato dei deputati: “Razzi? Si è fatto tre favori in un colpo solo”

Pubblicato il 11 Dicembre 2010 9:26 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2010 9:30

Clemente Mastella

Le considerazioni sono di uno che di salti di schieramento e di governi che vivono e muoiono per un paio di voti se ne intende. Secondo Clemente Mastella la fiducia, oggi, è  ”un’assicurazione sulla vita” e non ci sono più i peones della Prima Repubblica ma solo ”naufraghi” su una zattera che passano da sinistra a destra.

L’europarlamentare che fu decisivo nella caduta di Romano Prodi usa un’immagineE’ l’immagine descritta dall’ europarlamentare Clemente Mastella, in un’intervista al Giornale, nella quale spiega cosa accadeva nella Prima Repubblica: ”Il peone faceva il peone per una vita – dice Mastella – ma aveva una sua dignità. Aveva in mano un’ arma formidabile, la preferenza e poteva passare da una corrente all’ altra” e per questo ”erano rarissimi i passaggi da un partito all’ altro”.

Sul caso specifico di Antonio Razzi, fuoriuscito dall’Idv a pochi giorni dalla fiducia al governo, secondo Mastella, lasciando Di Pietro, Razzi ha fatto un favore al premier e un ”triplo favore a se stesso”, perché se il governo tiene, argomenta Mastella, conserva lo stipendio (15mila euro) per i prossimi 2 anni e matura i 5 anni necessari alla pensione da parlamentare. Inoltre, secondo le nozioni di Mastella, i parlamentari, in circostanze come quelle attuali devono mettere nella trattativa la rielezione o ”un posto buono nelle liste di domani”.

E’ un comportamento destinato a chi, nel Parlamento, ”è marginale” ma poi Mastella avverte che anche la zattera non è sicura, ”su dieci ne sbarca uno-due, se vogliamo essere ottimisti”, e gli altri devono rassegnarsi a tornare ”nell’anonimato”. Quanto alle previsioni per il futuro del governo, l’ex ministro prevede che Berlusconi ce la farà sul filo di lana. Ma in caso contrario, commenta, ”Superman non può perdere, può solo morire”.