Coca e politica, rinvio a giudizio per il sindaco di Polesine

di Giacomo Perra*
Pubblicato il 26 Febbraio 2010 12:08 | Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2010 12:08

Andrea Censi

Detenzione e cessione di cocaina. È la pesante accusa da cui Andrea Censi,  36 anni,  primo cittadino di Polesine Parmense, dovrà difendersi davanti al tribunale di Parma. A inchiodarlo, secondo la ricostruzione del pubblico ministero Giorgio Grandinetti, sarebbero l’acquisto e la successiva vendita, in una festa tra amici, di una partita di stupefacenti. Tra l’estate e il dicembre del 2008, infatti, Censi avrebbe comprato 10 – 20 grammi di coca a 50 – 60 euro e li avrebbe ceduti a 70 – 80.

A suo carico la confessione di un trentenne di Zibello che, sottoposto a fermo dai carabinieri di Fidenza per mezzo chilo di droga trovato nella sua auto, indicò nella persona del sindaco uno dei suoi clienti. Proprio per questa confessione, gli inquirenti, che dalla fine del 2008 conducevano un’inchiesta sul traffico di stupefacenti nel Parmense, hanno iscritto Censi nel registro degli indagati.

Il sindaco ha ricevuto l’avviso di fine indagine nell’aprile 2009; due mesi dopo, è stato riconfermato alla poltrona di primo cittadino. Con lui ha subito le stesse accuse anche un uomo di 36 anni; l’uomo ha scelto di patteggiare una pena di nove mesi e 4 mila euro di multa.

Censi, dichiaratosi estraneo ai fatti, protesta la sua innocenza: “Sono comunque sereno e nego assolutamente che nella mia abitazione siano mai stati fatti festini ed uso di droga. Voglio tranquillizzare tutti i cittadini del mio Comune. Su questa vicenda faremo massima chiarezza e mi dichiaro a completa disposizione dell’autorità giudiziaria”.

*Scuola di giornalismo Luiss