Come è nata la intervista di Napolitano alla Unità

Pubblicato il 15 agosto 2010 6:00 | Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2010 6:00

da: Il Giornale

Una cronista «amica» da venticinque anni, la con suetudine della vacanza a Stromboli. E poi qualche pre occupazione per gli attacchi alla terza carica dello Stato, che non prevede «una proce­dura di revoca» e dunque ri schia di delegittimare e inibi re l’attività in uno dei due ra mi del Parlamento. Il fastidio, magari accentuato dalle di scussioni in libertà – appunto con gli amici del giro stretto – , per alcune «esternazioni» di troppo, o troppo «rudi», come quella di Bossi sul voto a no vembre o come quella del pre sidente del Senato («aggrava ta », quest’ultima, dal fatto di essere l’istituzione «supplen te » a quella di Capo dello Sta to). Infine,l’esigenza di prepa rare il terreno politico-istitu zionale a un governo diverso da quello scelto dagli elettori, in caso di crisi, senza farsi «im brigliare » da questioni nomi nalistiche, tipo quella su un «esecutivo tecnico». È da questo intreccio di cir costanze e motivazioni che nasce l’intervista del presi dente Giorgio Napolitano al l’Unità , limata fino alle un ghie per evitare fraintendi menti prima della pubblica zione e ulteriormente cesella ta il giorno dopo (ieri) con un’interpretazione autentica affidata al Corriere della Sera . È come caduto dalle nuvole, l’entourage del Quirinale, per le reazioni che il Pdl ha riserva to a quella che considera una sospetta «invasione di campo ».

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