Commissione Letta per le riforme costituzionali: 35 saggi (con 10 donne)

Pubblicato il 4 Giugno 2013 21:49 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2013 21:49

Commissione per le riforme Letta: 35 saggi (tra loro 10 donne)ROMA – Trentacinque saggi per le riforme costituzionali. Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha firmato la nomina dei 35 esperti di diritto (tra cui dieci donne) che aiuteranno il governo nelle modifiche alla Carta Costituzionale che dovrebbero essere varate nel Consiglio dei ministri di venerdì 7 giugno.

Il primo organo a entrare in campo nella nuova partita per le riforme è dunque la commissione di teorici e pratici del diritto. Gli esperti, che saranno ricevuti giovedì al Quirinale, lavoreranno nel tempo necessario al Parlamento per approvare il ddl costituzionale che definirà l’iter delle riforme. Fino a quando, insomma, saranno le Camere a entrare nel merito. Probabilmente dopo l’estate.

Dai nomi appare evidente lo sforzo di rappresentare tutti gli orientamenti e le anime politiche. Si va da Lorenza Carlassare, nota costituzionalista vicina agli ambienti di sinistra, a Nicolò Zanon, che nel Consiglio superiore della magistratura è un laico espressione del Pdl. Ci sono poi i ‘saggi’ Valerio Onida e Giovanni Pitruzzella. C’è Luciano Violante, ma anche l’ex ministro di Silvio Berlusconi Franco Frattini e l’Udc Francesco D’Onofrio. E ancora: l’ex rettore della Bocconi Guido Tabellini, il costituzionalista Michele Ainis e il politologo Angelo Panebianco. Stavolta niente gaffe: le donne sono 10 su 35, da Nadia Urbinati a Elisabetta Catelani.

Intanto, i tecnici limano il testo del disegno di legge costituzionale che disegnerà il percorso delle riforme. I contenuti saranno quelli indicati nella mozione di maggioranza approvata in Parlamento. A partire dal ‘Comitato dei 40’ (20 deputati, 20 senatori), che elaborerà i testi.

Si cercherà un equilibrio tra consistenza dei gruppi e voti alle elezioni, per evitare uno sbilanciamento in favore dei dem, causa premio di maggioranza. Ma l’equazione starebbe creando qualche problema. Il Comitato avrà in ogni caso solo poteri referenti: i testi saranno insomma emendabili in Aula.

Per evitare che le leggi restino impantanate nel dibattito parlamentare, è probabile che nel ddl del governo sia indicato uno scansionamento preciso e serrato dei lavori, che garantisca di raggiungere il traguardo entro 18 mesi. A partire da una riduzione da tre a due mesi dei tempi che devono passare tra le letture delle due Camere. Di sicuro, ci sarà la possibilità di svolgere in ogni caso un referendum confermativo al termine del percorso.