Compravendita senatori, Prodi: Non sapevo nulla, altrimenti sarei ancora premier

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Luglio 2014 14:16 | Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2014 14:16
Compravendita Senatori, Prodi: Non sapevo nulla, altrimenti sarei ancora premier

Compravendita Senatori, Prodi: Non sapevo nulla, altrimenti sarei ancora premier (foto LaPresse)

NAPOLI – Chiacchiere sì, fatti concreti no. Romano Prodi depone come testimone a Napoli nel processo sulla presunta compravendita dei parlamentari che causò la caduta del governo da lui presieduto nel 2008. Lo fa dicendo in sostanza di non sapere nulla di concreto. Ammette che c’erano “chiacchiere” ma nega di aver avuto prove concrete di quanto stesse accadendo.

“Se fossi stato informato di vicende precise, a quest’ora sarei ancora presidente del Consiglio” spiega Prodi che ribadisce  in Aula di non aver mai saputo nulla di ciò che stava avvenendo.

Non era al corrente del tentativo del centrodestra di sottrarre senatori alla maggioranza di per far cadere il suo governo; gli giungevano continuamente “chiacchiere” sulle quali tuttavia non si soffermava: ma non è stato mai informato di cose precise.

Quello che gli arrivava era un “chiacchiericcio continuo” sulle presunte trattative, ha detto Prodi rispondendo alle domande dei pM Vincenzo Piscitelli e Fabrizio Vanorio.

Prodi ha anche sottolineato di avere avuto contezza della vicenda solo quando, il 12 giugno del 2013, l’ex senatore De Gregorio (che secondo l’accusa sarebbe stato corrotto da Berlusconi per passare nelle file del centro destra) gli inviò una lettera con una richiesta di perdono nella quale l’autore sosteneva di aver tradito il mandato degli elettori dicendosi offuscato da logiche di danaro e di potere. La lettera, con la risposta che Prodi inviò a De Gregorio, è stata acquisita agli atti del processo