Comunali. Lega perde punti, crollo in Piemonte

Pubblicato il 8 Maggio 2012 17:55 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2012 18:02

ROMA, 8 MAG – La Lega Nord inverte la tendenza espansiva delineatasi nell'ultimo ciclo di elezioni politiche, europee e regionali.

Nel 2012 ha ottenuto nei Comuni del Nord (inclusa l'Emilia Romagna) in cui si e' presentata con il proprio simbolo un totale di 145.000 voti. I voti per il partito di Bossi erano 331.000 alle elezioni politiche del 2008, 308.000 alle europee del 2009 e 311.000 alle regionali del 2010. Il calo e' stato quindi assai marcato, superiore al 50%. E' quanto emerge da un'analisi dell'Istituto Cattaneo sui risultati delle amministrative. Se si analizza il dato per regione emerge un quadro abbastanza omogeneo di declino del consenso elettorale leghista, seppur con qualche interessante differenza tra le aree di insediamento tradizionale e le altre regioni ''padane''. La LN perde in termini percentuali relativamente meno (circa il 50%) in Lombardia e Veneto mentre la sconfitta e' piu' ampia (fino al 70% in meno) in Piemonte e, soprattutto, in Emilia-Romagna, regione dove il partito era cresciuto maggiormente negli ultimi anni. L'arretramento della Lega e' generalizzato ma e' un po' meno marcato nei piccoli centri. Nei comuni inferiori a 15.000 abitanti, quelli dove la LN raccoglie solitamente piu' consensi, il calo si attesta infatti attorno al 30%, mentre nei comuni piu' grandi (superiori a 15.000 abitanti) la perdita risulta piu' che doppia (oltre il 60%) in termini percentuali. Alla luce di questi risultati, osserva lo studio dell'Istituto Cattaneo (condotto dai ricercatori Gianluca Passarelli e Dario Tuorto) si puo' ritenere che il ciclo elettorale leghista abbia segnato una seria battuta di arresto.

''Pur nella specificita' e parzialita' del test di voto amministrativo – prosegue lo studio dell'Istituto – il partito appare fortemente ridimensionato. Come in altri momenti elettorali, il declino coincide con un riposizionamento del partito all'interno delle aree di tradizionale insediamento, nel lombardo veneto e nei piccoli centri, dove mantiene una presenza fidelizzata, allo stato attuale velleitaria rispetto al progetto di conquista del Nord e di nazionalizzazione dei consensi che pure era emerso negli ultimi anni, ma probabilmente utile come base da cui rilanciare l'attivita' ''.