Comunali a Milano: nella sfida a Letizia Moratti, la candidatura di Albertini piace al terzo polo

Pubblicato il 16 Novembre 2010 12:32 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2010 13:47

Gabriele Albertini

Giornata romana per l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini. Oggi l’eurodeputato del Pdl è nella capitale per discutere di una sua possibile candidatura a sindaco del capoluogo lombardo.

Albertini vedrà Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Francesco Rutelli, per decidere se scendere in campo con una proprio lista civica con il sostegno del terzo polo. Il diretto interessato smentisce: “Per quanto mi riguarda, non posso dire nulla. E non sono io che devo sciogliere delle riserve, il via libera spetta a qualcun altro. Sono scelte collegate alla volontà di altri”. Ma si è già dato una scadenza: deciderà, scrive il Corriere della Sera, “entro la fine della settimana”.

I motivi della sua voglia di sfidare Letizia Moratti sono nelle parole riportate da Repubblica: “Dopo la vittoria di Pisapia, il Pd avrà la possibilità di sostenere un candidato differente. Appoggiando Pisapia e seguendo come un boy scout il patto delle primarie — spiega Albertini — quelli del Pd si condannano a una sicura e dignitosa sconfitta. Con i voti che hanno Pdl e Lega, soltanto un’anomalia potrebbe rendere possibile il secondo turno: ma il Pd ha preferito una scelta prudente e di rendita, anziché di sfida”.

5 x 1000

Con ancora più chiarezza, al Pd dice: “Deve fare una scelta: sostenere un candidato differente e abbandonare la sinistra radicale. La Moratti è imbattibile soltanto se messa di fronte a candidati che, secondo i sondaggi, contro di lei non possono vincere. Pisapia non è certo un candidato che può suscitare un voto disgiunto”.

Ma il Partito democratico ha confermato il proprio appoggio a Giuliano Pisapia, che difende il proprio passato politico e tira dritto: “Non ho bisogno di smarcarmi – dice – . La mia storia dimostra che so dialogare con tutti. Ho sempre saputo dialogare anche con persone che la pensano in modo diverso dal mio, riuscendo spesso, anche alla Camera, a portarle sulle mie posizioni”.

[gmap]