Comunali Torino, il Pd tra due nodi: primarie e scelta alleanze

Pubblicato il 17 Dicembre 2010 22:40 | Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2010 22:41

Piero Fassino

Il nodo delle primarie resta da sciogliere, ma nell’agenda del Pd torinese incombe ora un tema ancora piu’ nevralgico: la scelta delle alleanza per le amministrative del 2011. La partita e’ aperta e domani ne discutera’ nell’assemblea provinciale convocata, a Torino.

Sono attesi il responsabile nazionale Enti Locali del partito, Davide Zoggia, e Piero Fassino, che al momento non ha ancora sciolto le riserve sulla sua candidatura a sindaco del capoluogo piemontese. L’ex segretario dei Ds – secondo ipotesi che non hanno trovato conferma – potrebbe aver incontrato oggi il rettore del Politecnico, Francesco Profumo, che due settimane fa ha rinunciato a candidarsi per il centrosinistra e che qualcuno, nel Pdl, qualcuno vorrebbe ora alla guida di una lista civica.

All’interno del Pd c’e’ chi invita a prendere in considerazione l’ipotesi di un’alleanza con il Terzo Polo. Lo ha detto ieri alla riunione della direzione regionale il segretario regionale Gianfranco Morgando. E oggi lo ribadisce il vicesegretario piemontese Mariano Rabino: ”Bene ha fatto Morgando ad aprire la strada di un’interlocuzione autonoma con il terzo polo al fine di individuare punti comuni e arrivare a un’alleanza politica”.

La coalizione da cui il Pd riparte, al momento, a Torino, ha come possibili compagni di viaggio Sel, Idv e Moderati. ”Ma a Roma come a Torino – dice Rabino – un’alleanza con Vendola e Di Pietro va costruita solamente se questo non impedisce un’alleanza con il nascente Terzo polo. Sarebbe folle non guardare a destra”. La Federazione della Sinistra (Prc-Pdci e Lavoro e Solidarieta’), che ribadisce la sua disponibilita’ al dialogo con il centrosinistra per arrivare a ”una coalizione unitaria”, pone l’aut aut: non con il Fli, ”siamo indisponibili – spiegano i segretari di Prc e Pdci – a un eventuale, sciagurato, dialogo con il Terzo polo di Fini, ex fascista e co-fondatore del Pdl”.

Ma domani, a Toirno, si continuera’ a parlare di primarie perche’ non e’ ancora detto se i candidati potranno raccogliere le firme solo tra gli iscritti al Pd o saranno ammesse anche quelle portate dai cittadini non tesserati. ”Pero’ – ammonisce Giorgio Merlo, vicepresidente della commissione di vigilanza Rai – non possiamo parlare all’infinito di primarie: e’ arrivato il momento di tornare definitivamente alla politica”. Per il vicepresidente del consiglio regionale, Roberto Placido, che lunedi’ terra’ la sua prima iniziativa da candidato sindaco, le primarie non si toccano a Torino. ”Sono d’accordo con il segretario nazionale Bersani quando dice che occorre riformarle, purche’ non si cambino le regole in corsa. Nelle piccole e grandi citta’ – aggiunge Placido – le primarie di coalizione devono svolgersi, perche’ altrimenti l’elettorato di centrosinistra, ma piu’ in generale tutta l’opinione pubblica, non capirebbe le ragioni della loro abolizione”.