Comuni italiani a rischio bancarotta: “Letta incontraci, siamo allo stremo”

Pubblicato il 6 Giugno 2013 18:53 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2013 18:53
Il logo dell'Associazione dei comuni italiani

Il logo dell’Associazione dei comuni italiani

ROMA – La paura è quella del collasso economico, la rabbia è quella del non essere stati ancora convocati dal nuovo Governo, quello di Enrico Letta. I Comuni italiani sono sull’orlo del baratro e non nascondono esasperazione e preoccupazione per la stessa tenuta sociale del Paese. Causa di questa condizione, che ha dell’ inedito, la spending review che ha imposto agli Enti locali un taglio di tre miliardi di euro, 15 negli ultimi sette anni.

Il risultato è che l’85% dei sindaci non è stato in grado di chiudere i bilanci. Insomma, il quadro emerso dall’ufficio di presidenza dell’ Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni Italiani, riunitosi oggi a Roma per parlare della pesante condizione finanziaria in cui versano i Comuni – a fronte dell’approvazione definitiva di ieri sera alla Camera del dl 35 sui pagamenti – è drammatico. I sindaci sono esasperati e stanchi perché non vedono – sostengono – riconosciuti gli sforzi ripetuti begli anni.

Addirittura – denunciano – nel provvedimento è prevista una sanatoria per 70 Comuni (38 in Sicilia) che nel 2012 hanno sforato il Patto di stabilità. In questo modo – ha detto Alessandro Cattaneo, presidente facente funzione dell’Anci – si manda in fumo impegno e responsabilità che abbiamo dimostrato negli anni e che oggi rivendichiamo. E’ sempre Cattaneo ad esprimere al termine dell’Ufficio di presidenza, tutta l’ amarezza dei sindaci che nonostante abbiano già fatto richiesta, non sono stati ancora convocati da Letta: ”Ci amareggia che il presidente del Consiglio abbia già incontrato Regioni e altre istituzioni ma non i Comuni”.

I Comuni hanno un elenco di richieste che parte dalla revisione del patto di stabilità (”un cappio per i Comuni”), all’alleggerimento dei tagli di 1,6 miliardi di euro. Ma fondamentalmente i Comuni sono convinti che procedere con deroghe e proroghe non aiuti a risolvere la difficile situazione in cui versa la finanza locale. Serve una riforma complessiva ed e’ per questo che i sindaci vogliono sedersi al tavolo in cui si dovra’ parlare di riforma della tassazione e della finanza locale. Se entro agosto non succedera’ nulla, il rischio e’ ”la condanna a morte del sistema dei Comuni”. Basta con scivolamenti delle riscossioni dei tributi – ribadiscono – chiunque – ha detto Alessandro Cosimi, coordinatore delle Anci regionali – capirebbe che non si puo’ andare avanti cosi’.

E se il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, afferma che per il Sud l’effetto negativo è moltiplicato, Mauro Guerra, coordinatore dei Piccoli Comuni, auspica che il Parlamento approvi una mozione urgente che impegni il governo ad emanare un provvedimento normativo che consenta ai Comuni di fare i bilanci e rimetta al centro il tema della loro autonomia finanziaria e del rilancio della loro capacità di investimento.

Come se non bastasse vi è anche il problema legato all’ accorpamento dei Tribunali: i Comuni dovrebbero essere rimborsati dallo Stato di 228 milioni di euro per le anticipazioni sborsate per la gestione delle sedi di giustizia. Cattaneo lancia un ulteriore allarme sostenendo che se non si corre ai ripari il rischio è che i servizi non possano essere più garantiti. ”Si deve sapere che – ha concluso Cattaneo – normalmente noi veniamo rimborsati di una cifra inferiore della metà di quanto anticipato”.