Concerto del Primo maggio: no alla liberatoria da Gino Paoli ad Ascanio Celestini

Pubblicato il 1 Maggio 2011 21:53 | Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2011 21:57

Neri Marcorè presenta il Concerto del Primo maggio (foto LaPresse)

ROMA – Come succede ormai da più di venti anni, a Roma Cgil-Cisl-Uil hanno organizzato il consueto Concerto del Primo maggio a piazza San Giovanni (per la diretta clicca qui).

Oltre alla musica, il concertone quest’anno verrà ricordato per una polemica tutta politica, legata alla liberatoria per non parlare di referendum e elezioni fatta firmare agli artisti dagli organizzatori.

Il fronte del ”no” alla liberatoria è molto vasto: ‘E’ un controsenso, una dicotomia o meglio mi sembra una vera e propria contraddizione in termini” dice Gino Paoli per il quale la ”vera sfida’ e’ interpretare ‘Va’ Pensiero”’. Erriquez, il leader di Bandabardo’ la definisce ”una censura bella e buona. Ci hanno fatto firmare una liberatoria per non parlare di referendum e non dare indicazioni di voto qui dal palco di San Giovanni” sottolinea.

Di ”una forma di autolimitazione” parla invece Ascanio Celestini spiegando che ”normalmente in tv non ti viene chiesto di firmare cose di questo tipo”. Dal backstage interviene anche il leder Idv Antonio Di Pietro: ”ritengo una grave illegalita’ non permettere a chi vuole esprimersi di dire la propria opinione sul referendum”. E’ ”un fatto gravissimo” anche per il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, in piazza con militanti e dirigenti. ”E’ davvero singolare che gli organizzatori del concerto del Primo Maggio abbiano fatto firmare una liberatoria agli artisti – spiega Bonelli – per non farli parlare sui referendum, visto che ancora la Commissione di Vigilanza non ha varato il regolamento per la par condicio”.

Non si fa spettare la replica degli organizzatori del Concertone: ”Il contenuto della liberatoria che e’ stata firmata dagli artisti e’ quello previsto dalla legge” dice Marco Godano, che aggiunge: ”e’ quello che si fa in tutte le occasioni come questa, perche’ lo prevede la legge sulla par condicio”.

”Inaccettabile” tuona Il Comitato ‘Vota si’ per fermare il nucleare, che riunisce oltre 70 associazioni per il referendum del 12 e 13 luglio, prevedere ”decine di migliaia di euro di multa se si parla di acqua o nucleare. Quegli euro, continua il Comitato, ”pendono sulla liberta’ d’espressione degli artisti sono un’offesa inaccettabile alla liberta’ d’espressione e al pluralismo. Un’offesa agli italiani”. Lascia parlare la musica Max, il chitarrista dei Subsonica: ”non abbiamo mai avuto problemi perche’ facciamo parlare le nostre canzoni. Eseguiremo per esempio ‘Il diluvio’ che e’ contro – dice – una ginnastica dell’obbedienza”.