Scuola, Profumo: “Mai più graduatorie, cattedra solo per concorso”

Pubblicato il 1 settembre 2012 10:48 | Ultimo aggiornamento: 1 settembre 2012 18:26
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Francesco Profumo (LaPresse)

ROMA  – La promessa è questa: “Mai più graduatorie, in cattedra solo per concorso”. Arriva dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo che al quotidiano Repubblica dice: ”Svuotare la graduatoria” e ”dare continuità ai concorsi, farli tornare un’abitudine di questo Paese. Dopo la primavera 2013 ogni due anni ci sarà una nuova prova” e ”mai più graduatorie”.

“Vorrei lasciare in eredità ai giovani una nuova fiducia nei concorsi di Stato. Quelli che faremo noi saranno puliti e porteranno i vincitori a una cattedra”. Poi Profumo snocciola i numeri: ”Ventunomila nuovi docenti entrano in classe fra tredici giorni, presi dalle graduatorie storiche. Altri ventiquattromila saranno insediati a settembre 2013, metà dalle graduatorie, metà dal nuovo concorso che stiamo organizzando. Altri diecimila insegnanti in primavera: metà assunti dalle graduatorie, metàcon un bando”.

Il ministro ribadisce il suo ”mai piu”’ alle graduatorie: ”Da adesso in avanti avremo vincitori pari ai posti disponibili. Chi non riuscirà a passare, ci riproverà in primavera e poi ogni due anni avrà un’occasione. Non formeremo più nuove graduatorie, cercheremo solo di svuotare quella esistente che tante frustrazioni ha creato”. Profumo assicura che non sono state alzate le tasse universitarie: ”Gli studenti lavoratori pagheranno meno degli altri – precisa -, come sempre. Gli studenti che prolungano gli studi per vari motivi, e io non li chiamo bamboccioni, avranno un aumento di cento euro il mese solo se superano la soglia dei 90 mila euro familiari”.

Al ministro replica la Cgil: “La vera emergenza sono i precari”. La Flc-Cgil dice attraverso il segretario Mimmo Pantaleo: “Il ministro Profumo svela qual è il vero obiettivo dei concorsi! Cancellare le graduatorie e con esse i precari che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole”. ”Il ministro – lamenta Pantaleo – considera il lavoro una merce che si utilizza quando serve e poi si può buttare nel cestino. Se si voleva ringiovanire il corpo docente, non doveva essere approvata una riforma delle pensioni che ridurrà il turn over della scuola a numeri risibili”.

Per la Flc ”il concorso rimane lo strumento che garantisce libertà d’insegnamento e un reclutamento trasparente e democratico. Ma la vera priorità in questa devastante crisi è quella della definizione di un piano pluriennale di stabilizzazioni che oltre al turn over ricomprenda tutti quei posti che vengono ormai assegnati da anni in organico di fatto”. Sarà, prevede Pantaleo, ”un autunno caldo e la Flc metterà in campo una decisa azione di ulteriore mobilitazione per la difesa della scuola pubblica e per difendere il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro”.

 Anche la Cisl avverte: “Rischia di illudere la gente”. “Stia attento il ministro a fare annunci che rischiano di illudere la gente e creare forti delusioni”, ha detto il segretario Francesco Scrima, secondo cui il ministro “afferma cose non vere perché le immissioni in ruolo di quest’anno, come quelle del prossimo, sono contenute nel piano di stabilizzazioni triennale stipulato dai sindacati della scuola con il Governo precedente e definito da una legge”.  Anche per Scrima bisogna tenere alta l’attenzione sulla questione dei precari. “Si deve andare cauti e con i piedi di piombo: la conflittualità in atto tra docenti abilitati e laureati non abilitati che rivendicano il concorso di settembre ne è un esempio lampante”.
Anche per la Cisl l’obiettivo delle assunzioni solo tramite concorsi è “condivisibile”, ma a oggi per Scrima è “poco chiaro quale sia la platea cui si riferisce il ministro parlando di concorsi, come poco chiara è l’eventuale soluzione pensata per i precari”. Nell’incontro che i sindacati della scuola avranno martedì col ministro, annuncia Scrima, “la priorità sarà chiarire i termini di questi annunci in modo trasparente”. La Cisl chiederà al ministro di “attivare al più presto l’iter per approvare il regolamento per i concorsi, che è fermo dal 2007, visto che oggi vige il testo unico 297 del 1994”.