Condono “a gamba tesa” contro le tasse. Salvini: super sconti sul dovuto, non solo su interessi e more

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 8 ottobre 2018 13:16 | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2018 18:12
Condono "a gamba tesa" contro le tasse. Matteo Salvini: super sconti sul dovuto, non solo su interessi e more

Condono “a gamba tesa” contro le tasse. Salvini: super sconti sul dovuto, non solo su interessi e more (nella foto Ansa, Matteo Salvini)

ROMA – Condono “a gamba tesa”. Così lo definisce, lo vuol definire Matteo Salvini. Condono fiscale a gamba tesa contro le tasse. Questo è il senso e il perimetro. Condono vero, altro che rottamazione delle cartelle. Saranno, annuncia Salvini, super sconti sul dovuto (Salvini chiama impropriamente le tasse non pagate “capitale”, a meno che non si debba considerare il quantum evaso una proprietà, un capitale appunto dell’evasore). Super sconti sul non pagato, oltre che su interessi e more. Salvini dice, Salvini rassicura, Salvini questo promette a chi ha debiti con il Fisco. E se ne faccia una ragione Di Maio che diceva (molto per dovere d’ufficio e poco per convinzione) “condono mai”.

Condono eccolo invece. Se Salvini non mente, se Salvini non vende merce avariata e tarocca, se Salvini non gonfia di fritto l’aria, condono eccolo. Salvini parla di “saldo e stralcio” di interessi, more e capitale per chiunque abbia debiti con il Fisco fino a 500 mila euro. Per la precisione, Salvini non parla di debito con il Fisco, parla di contribuenti che hanno fatto la dichiarazione e poi…Poi non hanno pagato. Se non è zuppa, è pan bagnato. La sostanza è che chi (a partire da quando non si sa ma sembra sia a partire dal 2.000) non ha pagato quel che doveva in tasse, ora avrà modo e agio di pagare “a saldo e a stralcio”.

A saldo e a stralcio, cioè dammi qualcosa e non se ne parla più. Il qualcosa dovrebbe essere il sei per cento o il dieci o al massimo il quindici per cento delle tasse non pagate (meccanismo a salire della percentuale ma n mano che sale l’entità del debito). Alla peggio (si fa per dire) l’ottimo affare di pagare il 15 per cento delle tasse dovute e non pagate. E fino a 500 mila euro. Non solo quindi gli indigenti o giù di lì. Chi non ha infatti nella vita accumulato mezzo milione di euro di tasse non pagate? Nel mondo di Salvini praticamente tutti gli onesti contribuenti prima o poi lo fanno un debito così.

E’ poi praticamente certo che il saldo si potrà saldare in comode rate. mica tutto insieme o al massimo quattro rate come facevano quegli esosi del governo di prima. Le rate saranno non si sa quante m a poliennali, con calma, con comodo. In omaggio alla saggezza popolare per cui per pagare c’è sempre tempo.

Condono vero dunque e a gamba tesa contro le tasse. Restano alcune domande. Tanto fondate quanto oziose.

Prima: che c’entra la galera per gli evasori sempre in bocca a Di Maio con il saldo e stralcio promesso e garantito da Salvini? Saldo a prezzi di affarone e stralcio, cioè non se ne parla più. A quali evasori Di Maio annuncia galera? E che ne è del rigore morale, della conclamata onestà civile copyright M5S quando si contro firma super condono fiscale?

Seconda: c’è speranza di non essere trattati da bambini scemi che se sentono dire pace fiscale sono contenti e se invece sentono dire condono fiscale si turbano e non sono capaci da soli di vedere che sono la stessa cosa?

Terza: quanto Salvini e Di Maio sono alla disperata ricerca di qualunque introito qui, oggi, maledetto e subito per ignorare quel che è sempre successo dopo ogni condono fiscale? E cioè una diminuzione del gettito fiscale l’anno dopo il condono. Per l’ovvio e naturale motivo che, se comunichi coi fatti ai non paganti le tasse che poi si pagherà eventualmente col super sconto, di sicuro aumenta il numero dei non paganti.

Inutile poi e stucchevole ormai la quarta domanda: e quelli che le hanno pagate tutte le tasse? Minoranza impopolare. A parte quelli costretti dalla ritenuta alla fonte (lavoratori dipendenti e pensionati) poca e strana gente. Vano crucciarsi di loro.