Dietro le voci di condono, i veri obiettivi di Berlusconi: telefono libero e deregulation delle imprese

Pubblicato il 6 Giugno 2010 11:33 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2010 12:13

Berlusconi: chi applaude? Forse se stesso

Dal cilindro del super prestigiatore Silvio Berlusconi è uscito un nuovo coniglio, quello del condono edilizio, che è destinato a spaccare l’Italia in due. Da una parte, come è già successo, la minoranza dei ben pensanti e dei politici della sinistra, appoggiati da quasi tutti i giornali; dall’altra i milioni di italiani che non hanno seguito, per volontà o per necessità, le procedure, chi per un pollaio, chi per una piscina, chi per una stanza in più, chi per una finestra nel tetto, chi per una finestrella nel bagno.

Questa maggioranza silenziosa e diffusa in tutta Italia comprende, è ovvio, anche un numero imprecisato di bempensanti, che si giustificano davanti alla loro coscienza con il fatto che una finestrella che dà aria al bagnetto non fa male a nessuno ma solo bene ai polmoni della famiglia e che se a presentare la domanda ti avrebbero subito arrestato.

Poi ci sono intere regioni, nel meridione d’Italia, che dell’abuso edilizio hanno fatto sistema e per le quali sono previste altre speciali forme di condono, per le case da demolire, le case fantasma (ma fantasma solo per gli enti preposti), ma quella è un’altra Italia e sbaglia chi la prende a paradigma dell’intero Paese.

Possiamo già immaginare la settimana che ha inizio lunedì 7, all’insegna dello scandalo del condono, scandalo per pochi, toccasana per molti. Immediato viene il riferimento a una astuta mossa elettorale, che fa il paio con i continui attacchi all’oppressione fiscale, indecente per un capo di governo, naturale per un demagogo che sistematicamente attrae nella sua trappola gli oppositori che a ogni strillo su quant’è bello pagare le tasse perdono qualche ulteriore migliaio di voti.

Guardando però alla mappa dei temi sul tavolo dei politici, viene un sospetto ancor più angosciante: oltre a tutte le ragioni esposte prima, rappresenta un geniale diversivo rispetto a due altri capitoli, quello delle intercettazioni e quello della rivoluzione imprenditoriale, che rappresentano uno chiaramente, uno in modo ancora oscuro, i veri obiettivi di Berlusconi.