Condono edilizio, c’è o non c’è? Decreto sblocca-cantieri, fumata nera

di Dini Casali
Pubblicato il 19 marzo 2019 10:05 | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2019 10:05
Condono edilizio, c'è o non c'è? Decreto sblocca-cantieri, fumata nera

Condono edilizio, c’è o non c’è? Decreto sblocca-cantieri, fumata nera

ROMA – Il condono edilizio, cioè una sanatoria sui vecchi edifici, c’è o non c’è nel testo del decreto sblocca-cantieri sul quale stanno litigando M5S e Lega? Probabile lo sapremo domani, quando forse sarà licenziato da un Consiglio dei ministri finora diviso: ieri M5S denunciava la solita manina, stavolta leghista, che avrebbe di soppiatto inserito una norma che esclude “dall’accertamento di conformità” e “dalla violazione edilizia” gli edifici antecedenti al 1977, corredata da un’assoluzione ex lege sulle “irregolarità geometriche e dimensionali di modesta entità, eccedenti il 2 per cento”. 

Ieri la smentita della Lega, oggi è arrivata anche quella di Di Maio in soccorso all’alleato: “Non ci sarà alcun condono. A me risulta che anche la Lega sia contraria ai condoni” e allo stesso tempo non ci sarà “alcuna liberalizzazione di subappalto”, ha dichiarato a Radio anch’io.

Fatto sta che lo stesso governo è diventato il teatro della competizione elettorale tra i due partiti: prima la flat tax, poi lo scontro sulla sanatoria, quindi l’oggetto del decreto, e cioè la necessità di imprimere un passo accelerato sulla cantierizzazione di circa duecento opere pubbliche: anche qui, M5S tira da una parte, la priorità a quelle del sud, la Lega compensa in senso opposto. 

“Il Carroccio avrebbe ottenuto il completamento della Brescia-Verona-Vicenza ma non il super-commissario che per Luigi Di Maio avrebbe avuto il significato di esautorare Toninelli”, rileva Amedeo Lamattina su la Stampa, a riprova che il bandolo per sbrogliare la matassa è più politico prima che operativo/gestionale.

Durante il teso confronto di ieri in Consiglio dei ministri si è raggiunto il solo accordo di dover trovare l’intesa a ogni costo: dopo tre ore di riunione (Conte partecipa solo alle fasi iniziali) le posizioni restano assai distanti: “Ancora tutto da definire”, dice una fonte leghista. E Matteo Salvini in una nota dice chiaro e tondo che serve una “rivoluzione” per sbloccare “tutti” i cantieri, non “aspirina”. Come a dire: così com’è, il testo proprio non va e non serve.

Ma sono troppe le divergenze che emergono nel confronto tra Armando Siri ed Edoardo Rixi per la Lega, Laura Castelli e Stefano Patuanelli per M5S. Fonti del Movimento parlano di diversi commissari a gestire i cantieri, mentre la Lega insiste su un commissario unico. E ancora, Salvini invoca un provvedimento complessivo su edilizia pubblica e privata, M5S appare più prudente.

Di sicuro, le bozze sono molto articolate: spuntano novità come la nascita di un’agenzia per la sicurezza delle dighe. Nuova occasione di confronto tra i tecnici potrà essere, spiegano dal governo, il preconsiglio convocato per domani a Palazzo Chigi. Ma vista la distanza tra le posizioni, servirà probabilmente un vertice tra Conte, Salvini e Luigi Di Maio, tra martedì sera e mercoledì mattina, per cercare un’intesa. (fonte La Stampa)