Condono Ischia, maggioranza battuta al Senato. M5s: “Via i traditori De Falco e Nugnes”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 novembre 2018 21:49 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2018 9:57
Condono Ischia, maggioranza battuta in Senato dai ribelli M5s

Condono Ischia, maggioranza battuta in Senato dai ribelli M5s (Foto Ansa)

ROMA – La maggioranza di governo è stata battuta su un emendamento all’articolo 25 del decreto Genova che disciplina le pratiche di condono edilizio a Ischia, in discussione in commissione al Senato.

Ventitré voti favorevoli contro 22 e un’astensione pesante com’è quella della senatrice del MoVimento 5 Stelle Paola Nugnes: sono questi numeri che hanno fatto la differenza su un emendamento all’articolo presentato da Forza Italia. Il provvedimento è in discussione nelle Commissioni congiunte Lavori pubblici e Ambiente del Senato e mercoledì mattina comunque approderà nell’Aula di Palazzo Madama per il voto finale. E in quella sede, assicura il capogruppo M5S Stefano Patuanelli che parla di “tradimento”, verrà corretta “questa spiacevole stortura”.

Il decreto che dedica all‘emergenza Genova 16 articoli dei 46 complessivi e per il resto prova a dare risposte alle emergenze del centro Italia e di Ischia colpiti da due diversi terremoti, è stato approvato alla Camera il primo novembre. Ora è alla prova del Senato e proprio sul condono la tenuta della maggioranza, e in particolare del M5S, ha vacillato, facendo andare i vertici del Movimento su tutte le furie, mentre l’opposizione con il Pd in testa esulta e difende l’operato degli ortodossi” che hanno detto no “alla schifezza del condono” come osservano Martina, Renzi e Marcucci.

L’emendamento della discordia, presentato da Urania Papatheu (FI), sostanzialmente chiede che le istanze di condono pendenti a Ischia sugli immobili colpiti dal sisma vengano disciplinate in base alla legge sul condono del 1985 solo se si tratta di procedure relative a quell’anno. Per tutte le pratiche successive, la maggioranza, si applicheranno le leggi sui condoni del ’94 e del 2003, ossia leggi molto più stringenti sulla possibilità di sanare abusi edilizi, prevedendo ad esempio i limiti dei vincoli paesaggistici. A questo, va aggiunto il fatto che nel 1999 è stato dichiarato il vincolo paesaggistico su tutta l’isola. La normativa dell’85, quella del governo Craxi, quindi non si esclude ma ne viene ampiamente limitata l’applicazione.

Decisivo per l’ok all’emendamento è stato il voto favorevole del senatore 5 Stelle Gabriele De Falco, oltre all’astensione della collega di partito Paola Nugnes, per i quali ora si profila una resa dei conti nel Movimento. Nella Lega intanto non si nasconde l’irritazione e ci si chiede se Di Maio sia ancora capace di gestire i ‘suoi’. 

“Quello che è successo in Commissione Lavori Pubblici non riguarda né il governo né la maggioranza, che è e resta solida. Riguarda solo due persone che hanno tradito l’impegno preso con i cittadini: Gregorio De Falco e Paola Nugnes. I lavori in commissione vanno avanti e in Aula correggeremo questa spiacevole stortura”, ha detto il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Stefano Patuanelli, a margine dei lavori della Commissione.