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Voglia di “Condono italicum”: da Pd e FI due sanatorie sull’abusivismo edilizio

Voglia di "Condono italicum": da Pd e FI due sanatorie sull'abusivismo

Voglia di “Condono italicum”: da Pd e FI due sanatorie sull’abusivismo

ROMA – Voglia di “condono italicum”: da Pd e FI due sanatorie sull’abusivismo edilizio. Un disegno di legge a firma Ciro Falanga (Forza Italia) contro l’abusivismo è stato approvato al Senato: il documento stila la lista delle priorità nell’abbattimento degli immobili abusivi in Campania, un elenco che invece di aiutare la selezione delle priorità (prima i fatiscenti, poi quelli di origine mafiosa, quindi quelli abitati) rischia di costituire l’ennesimo ostacolo all’azione delle Procure, le uniche impegnate nel ripristino della legalità martoriata dagli abusi.

Sempre al Senato, con un emendamento del senatore Pd Federico Fornaro, relatore del decreto legge Imu-Bankitalia, si stabilisce l’alienazione “delle aree appartenenti al Patrimonio dello Stato sulle quali alla data del 31 dicembre 2012 sono state realizzate da privati unità immobiliari ad uso abitativo e commerciale in assenza di autorizzazione” e le cede, “a cura” dell’Agenzia del Demanio ”mediante vendita diretta in favore dell’occupante che ne faccia richiesta”. In pratica, chi ha costruito abusivamente su aree di proprietà dello Stato la fa franca e non rischia la demolizione dei manufatti abusivi. Pagherà il dovuto, lo Stato farà cassa, la violazione ambientale sarà sanata, la ferita impunita.

In entrambi i casi, a dispetto delle finalità sbandierate, le opposizioni (M5S, Sel, Lega) sono insorte per denunciare il doppio condono mascherato, “Condono italicum”, suggerisce il Manifesto di oggi in prima pagina, per denunciare il sistematico ricorso alle sanatorie, questa volta all’ombra delle larghe intese. Il Pd, invece, si trova ancora una volta preso in mezzo: l’emendamento al dl Imu-Bankitalia è stato trasformato in ordine del giorno cui verrà concesso un supplemento di istruttoria parlamentare in aula. Sul disegno di legge Falanga, Laura Puppato (Pd) respinge le accuse di Legambiente che denuncia il condono mascherato, invitando a guardare le modifiche introdotte:

L’originario disegno di legge della destra sulla demolizione dei manufatti abusivi è stato stravolto dal gruppo del Partito Democratico del Senato, nella Commissione Giustizia, proprio per evitare ogni nuovo condono edilizio, magari con la giustificazione dell’emergenza abitativa in Campania, e per rendere più certi gli abbattimenti. (Laura Puppato, Pd)

Fatto sta che nel Pd le perplessità erano talmente tante che il capogruppo Luigi Zanda ha dovuto chiedere una sospensione per un “confronto interno”. Gli ambientalisti democratici hanno storto la bocca dopo che il provvedimento è passato al Senato con 189 sì, 61 no e 7 astenuti. Ma “alla Camera non passerà mai” minaccia Ermete Realacci, renziano presidente della Commissione Ambiente. Il punto cui anche i democratici stentano a rispondere è questo: aver elencato per filo e per segno le priorità negli abbattimenti velocizza le operazioni o, impaludate nella selva burocratica che prevede cause e ricorsi, le rallenta? Gli ambientalisti temono il libera-tutti per l’abusivismo di necessità, cioè per le famiglie indigenti o che non dispongano di un’altra casa dove vivere: un alibi, sostengono i detrattori, perché quell’emergenza è finita negli anni 90 del secolo scorso. Per dire, a Ischia esisteva un assessorato con la delega al condono.

Da allora è soltanto un modo per investire denaro di provenienza illecita o per tentare speculazioni affaristiche. Purtroppo, da venticinque anni, grazie alla cultura del condono e ai piani casa si continua a solleticare il fai-da-te nel governo del territorio e il provvedimento Falanga rappresenta il tentativo di approvare i quarto condono edilizio. (Paolo Berdini, Il Manifesto)

A fronte di una “situazione palesemente ingestibile” in Campania (70 mila ordini di demolizione e il triplo di procedimenti avviati) forse si capisce l’interessamento di Forza Italia, incomprensibile quello del Pd, specie dopo le devastazioni periodiche inferte dalle piogge a territori ricoperti da una lunga colata di cemento abusiva.

 

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