Condono tombale: Scilipoti propose, Berlusconi ci pensa. Poi smentisce

Pubblicato il 7 Ottobre 2011 19:06 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2011 19:09

ROMA – La parola del giorno è: condononone o condono tombale. Ovvero un provvedimento che possa permettere, pagando una multa, di rendere lecito anche quello che non lo è. Tutto per pompare soldi nelle casse dello Stato. Domenico Scilipoti lo aveva già proposto alla Camera a inizio settembre. Oggi gli stati maggiori del centrodestra fanno capire che Silvio Berlusconi sta pensando di inserirlo nel decreto Sviluppo. Subito l’opposizione si scaglia e parla ancora una volta di “regalo per gli evasori”. Verso il tardo pomeriggio palazzo Chigi si affretta a smentire: “Il governo non ha preso e non prende in considerazione ipotesi di condono. Indiscrezioni del genere a riguardo sono prive di fondamento e vengono escluse nel modo più totale”. Forse ha pesato il no di Giulio Tremonti e della Lega?

Eppure a parlare espressamente di due condoni, uno legato alla riforma fiscale, e di una patrimoniale soft è stato il capogruppo Pdl, Fabrizio Cicchitto, noto per essere vicinissimo a Berlusconi. Ci sono poi i parlamentari campani che spingono per una sanatoria edilizia. Ma Tremonti non vuol sentire neanche la parola, perché non vuole l’Ue e perchè la Corte di giustizia ci ha già puniti visto che dal condono 2002 è sfuggita l’Iva, che è il tributo da cui arrivano le risorse per l’Unione. C’è anche chi, come l’esperto Pdl di fisco Maurizio Leo, rilancia l’accertamento con adesione di massa. Uno strumento che già oggi esiste per il singolo contribuente e che verrebbe proposto a tutti.

Ma sono diversi nel Pdl ad aver parlato espressamente di condono. “Possiamo considerare tutte le misure, che possono essere fiscali, di condono, e di vendita di immobili, se collegate a un’operazione storica e non iniziative spot”, ha detto il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, spiega che l’inserimento di un condono nel decreto sviluppo “non è mai stata materia di discussione nelle nostro riflessioni e negli incontri recenti”. Ma sempre dalle fila del governo si alza la voce di Raffaele Fitto, responsabile dei rapporti con le Regioni, secondo cui all’interno del decreto Sviluppo “faremo le valutazioni necessarie senza escludere a priori nulla”.

L’unico a bocciare l’ipotesi di condono è il leghista Roberto Calderoli che dice: ”Il condono? Roba da Repubblica delle Banane, non possiamo certo pensare al condono per determinare le politiche di sviluppo e poi, gia’ il fatto di parlarne, crea danno perche’ per le prossime scadenze determina un crollo del gettito”.

Intanto la Cgia di Mestre conti alla mano dice: i condoni fiscali in Italia negli ultimi 30 anni hanno garantito entrate all’erario per complessivi 104,5 miliardi di euro. Le sanatorie più fruttuose economicamente per le casse dello Stato, ricordano gli artigiani mestrini, sono state quelle tombali. Nel 1982 e nel 1992 hanno garantito rispettivamente il 113% e il 120,6% del gettito previsto.