Congresso Pd, Renzi in allarme su regole. Epifani: “Primarie aperte a tutti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2013 21:40 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2013 21:47
Congresso Pd, Renzi in allarme su regole. Epifani: "Primarie aperte a tutti"

Matteo Renzi, Guglielmo Epifani

ROMA – Matteo Renzi è determinato a scendere in campo per la segreteria del Pd ma resta in allarme sul fronte delle regole. Regole che il sindaco, spiegano i suoi, vorrebbe non cambiassero per la sua candidatura. E un modello che il rottamatore vedrebbe bene è quello che gli ha consentito la conquista di Palazzo Vecchio con primarie aperte a tutti i cittadini sopra i 16 anni che, anche il giorno del voto, sottoscrivessero il programma del centrosinistra e accettassero di essere registrate in un Albo.

Nessuna regola basata sul principio ”del come ti frego il candidato”, per usare le sue stesse parole. Ma il segretario-traghettatore, Guglielmo Epifani, scende in campo e mette un freno alle polemiche. Nuove regole ci saranno e serviranno a fare un ”congresso dal basso”, per rendere il confronto ”il più democratico e più forte possibile”. Va ”distinta la figura del segretario da quella del candidato premier e bisogna ridurre gli organismi”. Non solo. Il segretario-traghettatore rassicura il sindaco-rottamatore sul fatto che la platea dei votanti per le primarie del segretario, non saranno chiuse ai soli tesserati. ”E’ chiaro – getta acqua sul fuoco – che quando eleggi il segretario la componente degli iscritti è fondamentale ma bisogna andare oltre, l’abbiamo detto e lo faremo, non può essere un elemento di polemica con nessuno”.

Epifani interviene a placare gli animi anche di fronte al fatto che nel partito cresce il timore che il dibattito per il congresso si incentri troppo e unicamente sulle regole. ”Il punto – evidenzia il neocoordinatore di Areadem Ettore Rosato – è come il Pd possa dare la propria impronta a questo governo. Questo deve essere il tema del congresso, con regole tali da evitare che si parli solo di regole”. Non indugiare su meta-discorsi che servono solo a mettere zizzania.

”Non è possibile – evidenzia Pippo Civati – darsi un mese per decidere come dovremo votare il segretario, come fare le primarie, come eleggere gli organismi dirigenti mentre intanto il Paese va in malora”.

Se il tema delle regole scalda gli animi, però, nel Pd ci sono diversi fronti aperti. A partire da quello del finanziamento dei partiti che i renziani vorrebbero abolire mentre per una buona parte del partito, dai dalemiani ai bersaniani va riformato ma non abolito.

Il Pd è poi a rischio di forte divisione qualora la sentenza definitiva della Cassazione sul caso Mediaset dovesse portare le Camere a pronunciarsi sull’interdizione dai pubblici uffici al Cavaliere.

Si parla, comunque dell’autunno, nel frattempo, un tema sul quale il Pd rischia di dividersi è quello dell’acquisto degli aerei da guerra F35 con alcuni parlamentari Dem che hanno firmato una mozione che a breve andrà in discussione a Montecitorio insieme a Sel e M5s. Su questo tema, nel frattempo è già nato un ‘intergruppo pacifista’ con l’obiettivo di elaborare proposte condivise. ”Ci sono – spiega Giulio Marcon di Sel – tutti quelli del Movimento 5 stelle, quelli di Sel, una ventina del Pd”.