Consiglio di Stato chiude i giochi: respinto ricorso lista Pdl Lazio

Pubblicato il 13 Marzo 2010 19:49 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2010 20:36

Il Consiglio di Stato chiude i giochi per la lista del Pdl nella provincia di Roma. Poco dopo le 19,30 è arrivata dal Consiglio di Stato del Lazio la notizia: è stato respinto il ricorso – l’ultimo possibile – che chiedeva la riammissione della lista del Pdl per Roma e provincia, alle prossime regionali.

I giudici hanno dichiarato «improcedibile» l’appello del Pdl contro l’esclusione della lista provinciale dalle elezioni regionali. Questo vuol dire che i giudici non si sono espressi nel merito sottolineando che non ci sono motivi per procedere. Ciò determina la definitiva esclusione della lista Pdl Roma dalle elezioni regionali.

Anche il Tar aveva in precedenza rigettato la richiesta, ritenendo inapplicabile, in una regione che si era dotata di proprie regole elettorali, il decreto con le cosiddette “norme interpretative” varato in tutta fretta dal governo.

Prima, intorno alle 18, il Consiglio di Stato della Lombardia aveva invece respinto il ricorso della Federazione della sinistra, confermando la riammissione – già deliberata dal Tar – del listino del governatore uscente, e candidato del centrodestra, Roberto Formigoni.

Di Pietro. «Mi auguro che Berlusconi non abbia la spudoratezza di dire che anche nel Lazio i giudici hanno ordito una trama contro di lui, truccando le carte – commenta Antonio Di Pietro -. La verità è sotto gli occhi di tutti ed è una ed una sola: nel Lazio, gli esponenti del suo partito si sono scannati, fino all’ultimo minuto, per interessi di corrente e per questa ragione la lista del Pdl è rimasta fuori dalla competizione elettorale. Speriamo che ciò serva da lezione. La prossima volta rispettino la legge e le regole senza cercare di forzare lo Stato di diritto».

Formigoni. «È un’altra sentenza tombale, definitiva» è il commento del presidente lombardo, pubblicato sul suo sito. «Ora basta con i ricorsi e con i confronti in tribunale. La parola torni alla politica: confrontiamoci sui contenuti».