Governo, strada in salita. Vendola: tocca a Bersani. M5S: No, noi. Monti: Tutti

Pubblicato il 20 Marzo 2013 - 18:37 OLTRE 6 MESI FA

Nichi Vendola al Qurinale (foto Ansa)

ROMA- A metà strada si capisce quanto già si sapeva: per Giorgio Napolitano non sarà facile. La strada per la formazione di un nuovo governo è in salita. Nichi Vendola chiede un governo a guida di Pier Luigi Bersani mentre Vito Crimi annuncia la richiesta dei suoi di chiedere al Capo dello Stato un governo a Cinque Stelle. Il primo giorno di consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo scorre senza sorprese con i partiti che sostanzialmente ripetono le richieste annunciate.

Secondo Vendola, che ha ribadito il suo “no” a una campagna elettorale infinita  all’Italia serve un Governo ”nella forma più  innovativa” e adesso spetta a Bersani provarci.  Il leader di Sel ha anche aggiunto che tocca a Bersani ”esprimere il suo impegno sul terreno più alto di innovazione e deve farsi interprete di tutto il coraggio di cui c’e’ bisogno per tirare fuori l’Italia dal pantano”.

Prima di Vendola al Qurinale era stata la volta dei due presidenti delle Camere, Pietro Grasso e Laura Boldrini. I due hanno ribadito la necessità di arrivare il “prima possibile” alla definizione di un governo.

Priorità anche per Silvio Berlusconi. Il leader del Pdl sarà al Quirinale giovedì e chiederà un governo di larghe intese Pd-Pdl. Esattamente lo scenario che Pier Luigi Bersani, l’ultimo a essere ricevuto giovedì, vuole scongiurare.

Il Movimento a Cinque Stelle, intanto, mantiene la sua linea. Governo monocolore M5s o loro non ci stanno. A spiegarlo è Vito Crimi: “Proporremo quello che abbiamo sempre detto: il governo 5 Stelle. Abbiamo venti punti in programma” a far da linee guida di un possibile esecutivo”.

Il M5S, insomma, boccia qualunque ipotesi di appoggio ad un governo che non sia ‘a cinque stelle’. Neanche se si trattasse di un esecutivo istituzionale guidato dal presidente del Senato, Piero Grasso. Dopo Crimi anche Roberta Lombardi, in una intervista online all’Huffington post conferma la linea: ”L’unico governo che voteremmo è un esecutivo a cinque stelle. Napolitano ci affidi l’incarico: in pochissimi giorni gli presenteremo una squadra di governo ineccepibile”.

Non esistono personalità terze ‘pure’, un tecnico non è mai imparziale se sostenuto da alcune forze politiche piuttosto che da altre”, spiega la Lombardi. Nessun timore del M5S che la linea dell’intransigenza riporti il Paese alle urne? ”Non succederà – assicura la Lombardi – I partiti sanno che se si riandasse a votare a breve vinceremmo noi. Troveranno di sicuro un modo per scongiurare le urne”.

Se M5s non vuole nessuno c’è chi invece vuole “tutti”. O quasi. E’ Scelta Civica di Mario Monti che a Napolitano propone di fatto un governo delle principali forze politiche “responsabili” presenti  in Parlamento:  ”Nonostante le evidenti difficoltà crediamo sia possibile e doveroso dare risposte di governabilità con l’assunzione di responsabilità delle principali forze politiche disponibili sulla strada dell’Europa e delle riforme necessarie per il risanamento finanziario e la crescita”.

I gruppi parlamentari di Scelta Civica per l’Italia, si legge in una nota diffusa al termine delle consultazioni avvenute al Quirinale, hanno riferito al Presidente della Repubblica la loro ”ferma convinzione che sia necessario iniziare la legislatura dando vita a un Governo capace di continuare e intensificare l’azione intrapresa nell’ultimo anno per quanto riguarda sia le riforme strutturali, premessa della crescita, sia il ruolo attivo di stimolo dell’Italia nel processo politico europeo”. ”

”E’ necessario – insiste Scelta Civica – dare al Paese un Governo innovativo e coraggioso, capace di affrontare temi quali i costi della politica o la riforma dello Stato ma soprattutto un Governo stabile e solido, che non faccia pagare all’Italia e quindi alle imprese e alle famiglie i costi della non politica e del non governo. Nello specifico abbiamo illustrato al Capo dello Stato le tematiche che riteniamo imprescindibili per un qualsiasi nostro coinvolgimento in un disegno di governo: una strategia per il lavoro al fine di arginare la disoccupazione e rilanciare le imprese; una seria e condivisa riforma della giustizia con lo scopo di frenare la corruzione e riaffermare lo stato di diritto; la tutela delle libertà economiche; la tutela delle famiglie e l’assunzione di politiche sussidiarie e solidali a favore delle fasce più deboli”.

Bersani, intanto, in attesa di chiudere il giro di consultazioni , invia  ai deputati e senatori di tutte le forze politiche il programma con gli 8 punti per il ”governo del cambiamento”, chiedendo a ciascuno ”di assumersi la propria responsabilita’ con un si’ o un no davanti al paese”.   Il leader dem, alla vigilia della consultazione del Pd al Quirinale, informa i parlamentari di un programma che ”qualifichi il senso del cambiamento per l’Italia”.