Conte in aereo di Stato, M5S si scusa: no posto su quello di linea. Dazi, Iran, Russia..? Quel che conta è lo scontrino

di Lucio Fero
Pubblicato il 8 giugno 2018 20:45 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2018 20:47
Conte in aereo di Stato, M5S si scusa: no posto su quello di linea. Dazi, Iran, Russia..? Quel che conta è lo scontrino

Conte in aereo di Stato, M5S si scusa: no posto su quello di linea. Dazi, Iran, Russia..? Quel che conta è lo scontrino

ROMA – Conte in aereo di Stato per andare in Canada. In Canada per partecipare al G7, mica per andare in vacanza. E quindi non ci sarebbe proprio nulla da giustificare quando per lavoro e dovere il capo del governo viaggia in aereo di Stato. Anzi, dovrebbe essere la normalità. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Ma M5S di cui Conte è parte politica e politicamente figlio ha sentito il bisogno di giustificarsi e scusarsi: Conte premier in Canada in aereo di Stato perché non si è trovato posto in aereo di linea. Per aggiungere un tratto di grottesco al già comico, si è voluto precisare che l’aereo di Stato su cui ha viaggiato Conte è stato quello vecchio e un po’ malandato su cui peraltro hanno viaggiato tutti i precedenti capi di governo italiani. Quello vecchio e un po’ malandato e non quello nuovo e costoso voluto niente meno che da Renzi. Non sia mai, anatema.

Conte e M5S non avevano bisogno di giustificarsi proprio di nulla e un paese appena appena serio non discute su quale aereo viaggia e debba viaggiare il presidente del Consiglio. Ma in Italia da qualche tempo, complici e conniventi sia l’informazione che la pubblica opinione, vale l’equazione secondo cui: dimmi come viaggi e ti dirò se sei un politico amico o nemico del popolo.

L’equazione è stata stabilita da Roberto Fico che è arrivato a Montecitorio da presidente in bus. La prima volta, poi ha smesso. Ma è stato subissato di lodi. Per lo stile, il che ci sta? No, per la sostanza. Perché farsi vedere uomo qualunque, farsi inquadrare nell’umiltà ordinaria formato telecamera è trasmesso e vissuto come sostanza politica, qualcuna azzarda anche etica.

Infatti Giuseppe Conte al Quirinale e alla Camera è arrivato in taxi e al popolo ha voluto mostrare che il suo avvocato viaggia in taxi. Poi anche lui ha comprensibilmente smesso il taxi e adottato l’auto di Stato, bus e taxi erano, sono stati costumi di scena. Fatta la scena, tornano neri bauli. E la scena in grande l’hanno fatto Di Maio e tutti i ministri M5S per il giuramento al Quirinale: tutti in un Van, in un taxi collettivo. Fatta la scena, pienamente riuscita, il Van  è tornato ai compiti istituzionali.

E adesso c’era una grande occasione, lo si capisce dal puntiglio venato di rammarico con cui M5S precisa e rende conto al popolo del perché Conte non ha potuto raggiungere il Canada in aereo di linea. Se riusciva, vuoi mettere che colpo, che scena? Lui che viaggia, magari ripreso e diffuso, tra normali passeggeri. Intento e attento a sfogliare dossier delicati e segreti ma senza farli leggere al passeggero al fianco o di dietro. Conte che studia le carte del G7 ma al tempo stesso paziente con il bambino che non sta fermo e gioca nel corridoio dell’aereo, Conte che scende la scaletta o imbocca il finger tra la gente comune. Che scena, che occasione perduta di un gran gesto politico. Quindi M5S spiega al popolo perché l’avvocato del popolo è salito niente meno che su aereo del potere.

I dazi di Trump al Canada e all’Europa e al Giappone? La Russia, le sanzioni occidentali a suo danno? L’Iran, l’accordo con l’Iran che Trump straccia e l’Europa, la Russia e la Cina no e quindi il rischio concreto che l’Iran torni ad arricchire uranio e una guerra Isreale-Iran possa scoppiare? Trump che tratta da fastidiosi vassalli Trudeau, Merkel, Macron, la May e pure Conte oltre al premier giapponese mollandoli a metà G7 perché ha altro e di meglio da fare? Sì, saranno cose importanti, ma mai tanto importanti per lo spirito pubblico italiano qui e oggi del taxi da presidente, Van di governo, aereo di linea invece che di Stato.

E c’è una ragione profonda in questo profondo sentire della pubblica opinione cui fa da sponda l’informazione, c’ è un comune sentire. La Terza Repubblica o la Repubblica dei cittadini come più volte è stata battezzata da M5S è figlia naturale e legittima della estrema sensibilità della gente e dei suoi portavoce verso gli scontrini. Sì, proprio gli scontrini. L’importante, il discrimine tra il bene o il male è se viaggi, mangi e dormi di scontrino oppure no. L’importante della missione di Conte al G7 è se l’areo di Stato costa più del biglietto di linea (supponiamo almeno in business). L’importante è tenere a mente e in considerazione l’idea del bravo cittadino che sempre si sente fregato e scippato di soldi suoi proprio suoi quando si spendono soldi pubblici (unica però totale eccezione a questo sentimento quando il soldo pubblico arriva nelle sue tasche di cittadino, allora su chiama “risposta alla gente”).

Il taxi, il Van, il bus, il mancato viaggio del premier in aereo di linea…tutti segni inequivocabili che una nuova Repubblica è nata con vasto consenso: la Repubblica degli scontrini.

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