Conte, Babbo Natale e il bambino: chi ha scritto la lettera, Zingaretti, Casalino?

di Lucio Fero
Pubblicato il 13 Novembre 2020 10:22 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2020 10:22
Natale e Covid, cenone con i parenti, seconde case, spostamento tra Regioni: verso il Dpcm

Natale e Covid, cenone con i parenti, seconde case, spostamento tra Regioni: verso il Dpcm (Foto Ansa)

Conte, Babbo Natale e il bambino uniti in cerchio tenero da una lettera.

Conte, il bambino, e la lettera su Babbo Natale. Chi ha pensato e scritto quella rispettosa e incoraggiante e stimolante e ossequiante lettera al presidente del Consiglio? Zingaretti di cui alcuni esegeti credono di trovare stilemi nel testo? Oppure il sospettabile è ovviamente il maggiordomo e cioè Rocco Casalino?

BAMBINO DI 5 ANNI CHE…SARA’ ANCHE VERO, MA SCRIVE DA ESSER PRESUNTO

Lettera di un bambino di cinque anni annuncia la cronaca ufficiale del mini evento. Bambino di cinque anni che sarà anche vero, in carne, ossa, nome, cognome, residenza. Ed è anche possibile nella realtà che un bambino di cinque anni abbia magari detto a casa qualcosa del genere: ma quest’anno Babbo Natale lo fanno venire? Fin qui nei confini del genuino.

Il resto però è con tutta evidenza fabbricato. A livello minimo ed ovvio: la lettera l’hanno scritta i genitori. Non senza qualche consulenza e super visione però non del mittente ma del destinatario. E cioè degli addetti stampa e propaganda di Palazzo Chigi. Il risultato, involontario, è un testo da Minculpop, se qualcuno ricordasse cosa fu il Minculpop e cosa per decenni si intendeva quando si battezzava così una comunicazione istituzionale molto indulgente e deferente verso il…caro leader.

Presunto bambino si sorridono reciprocamente Paolo Mieli e Simone Spetia al mattino di Radio 24, in effetti il testo della lettera fa di molto e di più per indurre il dubbio che il bambino possa essere definito “presunto”. Se non presunto lui, di certo la sua diretta mano a vergar quelle righe, queste righe.

“Caro Presidente, sono preoccupato per Babbo Natale, è anziano e per lui è pericoloso andar per  le case, ma è bravo e sicuramente metterà la mascherina per proteggersi…Sotto l’albero oltre al latte e biscotti metterò anche igienizzante…In famiglia e a scuola seguiamo tutte le regole delle Sue (s maiuscola ndr) disposizioni e igienizziamo le manine”.

CONTE E BABBO NATALE: DISPOSIZIONI E MANINE

Le Sue disposizioni a scuola e in famiglia, le manine…come si vede e si legge le tipiche osservazioni, i tipici pensieri e prosa, la forma, lo stile e il contenuto di uno scritto da parte di un bambino di cinque anni. Ma c’è ancora, eccome, da leggere.

Il bambino o chi ne fa le veci (tanto per usare terminologia scolastica) scrive in sostanza: Babbo Natale ha bisogno di una autocertificazione per circolare? Dal momento che il bambino o chi ne fa le veci nello scrivere sono entrambi sicuramente italiani, l’istinto e la prassi portano alla soluzione: chiedere a qualcuno che conta un passi. Quindi la lettera: “Può fare a babbo Natale autocertificazione per la consegna dei regali?”. E’ questo l’acme, lo scenico momento, il momento della partecipazione emotiva: su, tutti con il bambino che palpita e teme, magari con la voce che gli sta rompendo in gola, arriverà, potrà passare Babbo Natale?

LA RISPOSTA DELL’UOMO CHE FA PASSARE I REGALI

La risposta dell’uomo che fa passare i regali è il molto che resta da leggere: “Nonostante gli impegni…” si annuncia nei comunicati da Palazzo Chigi, nonostante gli impegni il premier premuroso ha letto la lettera del bambino, idealmente si è chinato sulla sua testa e su quella di tutti i bambini d’Italia e ha garantito che “Babbo Natale ha permesso universale di circolare”. Quindi stia sereno il bambino, stia sereno babbo Natale: a vigilare sulle strade dei regali ci pensa Conte.

LA MORALE DELLA LETTERA E’…

La morale della lettera (e della risposta) è…Difficile dire, ogni ipotesi rimanda ad una origine e ad una “morale” che si fatica a credere, accettare fino in fondo.

Ipotesi uno: una genialata della propaganda. Arriva davvero una lettera, qualcuno la legge a Palazzo Chigi e decide di raccontarci sopra la favola buona e bella di Conte che tiene aperte le strade ai regali di Babbo Natale. La genialata sarebbe comunicare così in via indiretta e mediante bambino che il governo salva Natale, comunicare sub e neanche tanto sub limine che a Natale si gioca. Può essere, può essere che sia così. Nel caso la “morale” è che i curatori di immagine e propaganda di Palazzo Chigi credono di dipingere come Michelangelo ma hanno la professionalità di un temperamatite.

Ipotesi due: una iniziativa della propaganda, qualcosa di costruito a a tavolino. In questo caso, oltre alla professionalità di un temperamatite, anche la malizia astuta di uno che rimane con la mano incastrata nel barattolo, vuoto, della marmellata. 

Ipotesi tre: un effetto collaterale della disperazione. Come quando si invita a cantar inni mentre arriva il peggio. La lettera salva Natale al bambino come riedizione in confezione natalizia dell’ormai usurato e inascoltabile “andrà tutto bene”.

Ipotesi quattro (la più probabile): l’eccesso di zelo. Darsi da fare, risollevare il morale del paese e qualcuno mumble mumble…Qualcuno si è messo a pensare, con le sue categorie concettuali, con i suoi canoni, sulla base delle sue esperienze e di quelle di uomini e donne del suo mondo. E deve aver pensato: una buona animazione sempre rallegra, migliora il clima, funziona nei villaggi, funzionerà anche nei villaggi globali. Più bambino, più premier soccorrevole e protettivo, più Babbo Natale: le tv ci si fionderanno su. E comunque dovere di intrattenimento è di intrattenere il paese, noi stiamo qui per questo. Ecco, deve essere andata più o meno così.