Conte-bis, la mossa di Franceschini (Pd): “Grillo ha ragione, via entrambi i vicepremier”. Di Maio ci sta?

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Settembre 2019 18:47 | Ultimo aggiornamento: 1 Settembre 2019 18:48
Conte-bis, la mossa di Franceschini (Pd): "Grillo ha ragione, via entrambi i vicepremier". Di Maio ci sta?

In foto Dario Franceschini (Pd). La sua proposta di eliminare entrambi i vicepremier

ROMA – Sabato Beppe Grillo aveva dato il la, bacchettando chi parlava di poltrone invece di manifestare “euforia” per l’occasione di cambiare il Paese e il mondo. Domenica il Pd accoglie l’appello. E lo fa per bocca di Dario Franceschini che su Twitter scrive: “Per una volta Beppe Grillo è stato convincente. Una sfida così importante per il futuro di tutti non si blocca per un problema di posti. Serve generosità”. Quindi la proposta per andare avanti: “Eliminiamo entrambi i posti da vicepremier”.

Una mossa che è stata meditata e concordata con il segretario Pd, Nicola Zingaretti: non prevedere alcun vicepremier da affiancare a Giuseppe Conte e rimettere la palla al centro con i temi del programma. Un “nuovo contributo del Partito Democratico” per superare lo stallo e far decollare il governo Conte-bis.

Alla base della scelta, dicono fonti parlamentari, c’è il ritorno di voci insistenti circa una soluzione con due vice, così come era stato con il governo a trazione Lega-M5s. Uno schema sgradito al Partito democratico che vuole varare un governo il più lontano possibile dalla precedente esperienza. Ecco quindi il sacrificio messo sul tavolo delle trattative a distanza – per ora – fra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

Un passo già anticipato tra l’altro dalle parole pronunciate da alcuni dirigenti Pd nelle ultime ore, specie da quelli che hanno partecipato ai tavoli con Conte. Prima Graziano Delrio e poi Andrea Marcucci, i due capigruppo del partito, hanno invitato a non fossilizzarsi sui posti a sedere nel nuovo esecutivo. Marcucci, poi, ha spiegato chiaramente che “non fallirà tutto per Luigi Di Maio. Se il problema è questo, la soluzione si trova”. Ora l’attenzione si sposta sull’altro interlocutore. La domanda che si fanno nel Pd è se Luigi Di Maio accoglierà la proposta o cercherà di rilanciare. 

In mattinata, l’intervista di Andrea Marcucci aveva però provocato la reazione di Carlo Calenda che su Twitter lo accusava di voler spianare la strada al sì a Di Maio dopo averlo già fatto con il sì a Conte. “Andrea Marcucci è quello che ha smentito ⁦Zingaretti⁩ facendo saltare la linea del no a Conte. Oggi demolisce la linea del no a ⁦Di Maio a trattativa aperta. Marcucci era uno dei Senza di me. Lo stato delle cose nel ⁦⁦⁦⁦Pd”. 

Ma che la mossa di Franceschini fosse concordata sembra dimostrato anche dal post con cui Paolo Gentiloni, presidente Pd e dirigente tra i più vicini a Zingaretti in questa fase, condivide la riflessione di Franceschini. Benedetto poi da quello del segretario: “Un altro contributo del Pd per sbloccare la situazione e aiutare il Governo a decollare”, scrive Zingaretti.

Calenda però non sembra convinto e dopo la mossa di Franceschini, prima si mostra ironico: “Dario, ti prego: dimmi che il video a cui fai riferimento era quello della pubblicità dello yogurt dell’89”, scrive facendo riferimento a una vecchia pubblicità con Beppe Grillo protagonista.

Poi torna ai toni più duri: se il Pd deve fare “questo obbrobrio per paura delle elezioni o altro” lo facesse pure ma “almeno senza queste umilianti genuflessioni a Grillo. Perché chi rappresenta una comunità ne deve preservare prima di tutto la dignità”. 

Fonti: Ansa, Agi