Conte candidato al seggio Pd a Roma. Contro Calenda? Ci sarebbe da…sorridere

di Lucio Fero
Pubblicato il 6 Dicembre 2021 - 08:50 OLTRE 6 MESI FA
Conte candidato al seggio Pd a Roma. Contro Calenda? Ci sarebbe da...sorridere

Conte candidato al seggio Pd a Roma. Contro Calenda? Ci sarebbe da…sorridere FOTO ANSA

Conte Giuseppe, leader regnante ma non troppo di e su M5S, pare proprio sarà a Roma candidato di Enrico Letta. Letta, segretario Pd? Sì, proprio Letta e il Pd candidano Giuseppe Conte, lo candidano al seggio di fatto del Pd. Il seggio parlamentare lasciato da Gualtieri eletto sindaco di Roma. Il seggio che da tempo quasi sempre elegge il candidato della sinistra.

Stavolta, informa La Repubblica, il candidato della sinistra sarà in quel seggio Giuseppe Conte ex avvocato del popolo che amò dire di se stesso “orgogliosamente populista”. Collegio Roma 1, di fatto un regalo del Pd a Conte, è il Collegio più sicuro d’Italia per il candidato della sinistra. Ma l’ultima volt nel Collegio Roma 1 è successo un fatto strano: Calenda candidato sindaco ha preso più voti di Gualtieri candidato sindaco.

Conte contro chi?

Conte candidato Pd-M5S in un seggio sicuro o quasi del Pd è già a suo modo una notizia su cosa immagina di se stesso il Pd. Ma la situazione e lo spettacolo politico intorno a quel seggio e a quella candidatura potrebbero diventare perfino politicamente divertenti. Pare che contro Giuseppe Conte candidato di M5S-Pd uniti nella lotta e fusi nei programmi e negli intenti si possa (si voglia?) candidare in quel seggio Carlo Calenda. Calenda a suo tempo eletto nelle liste dl Pd e, soprattutto, Calenda che nelle recenti elezioni a sindaco è stato votato alla grande dall’elettorato romano dl Pd (collegio richiamato al voto compreso).

Che farà l’elettore riformista-progressista delle zone semi centrali di Roma che di solito vota Pd? Voterà per il capo M5S, M5S contro il quale ieri ha votato Calenda sindaco? O voterebbe Calenda perché magari alle politiche sì ma sotto casa un altro tributo ai populisti anche no? Oppure unirà il suo non voto alle vaste schiere degli astenuti perché a tutto c’è un limite?