Conte firma la proroga dei blocchi fino al 13 aprile. “Se allentassimo adesso gli sforzi sarebbero vani”

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 1 Aprile 2020 20:49 | Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2020 8:30
conte ansa

Conte firma lockdown fino al 13 aprile. Poi nuova proroga fino al 3 maggio? “Presto per dirlo”. Nella foto, il premier Conte

ROMA – Il premier Conte ha firmato il decreto che proroga i blocchi fino al 13 aprile e ribadisce che “se allentassimo, tutti gli sforzi sarebbero vani pagheremmo un prezzo altissimo”.

Conte, rivolgendosi direttamente agli italiani dice: “Non siamo nella condizione di poter allentare le misure restrittive e alleviare i disagi per risparmiarvi i sacrifici a cui siete sottoposti”. Niente scampagnate di Pasqua e Pasquetta, dunque, come ribadito già nel pomeriggio da Angelo Borrelli della Protezione Civile: “Andare fuori? Assolutamente no. Dobbiamo stare ancora a casa”. 

Conte spiega: “Se allentassimo, tutti gli sforzi sarebbero vani e pagheremmo un prezzo altissimo, oltre al costo psicologico e sociale. Saremmo costretti a ripartire di nuovo, un doppio costo che non ci posiamo permettere”.

Conte smentisce però che sia stato già deciso un prolungamento fino al 3 maggio e promette che “se i dati si consolideranno” avverrà un “allentamento delle misure”, pur non potendo garantire che ciò “accadrà dal 14 aprile”. Quello che indica il premier è il percorso da seguire: “La fase due sarà di convivenza con il virus. Poi, la fase tre, sarà di uscita dall’emergenza e di ripristino della normalità lavorative, sociali, della ricostruzione e del rilancio”.

Conte, nel suo messaggio agli italiani, parla anche della tanto discussa “ora d’aria” concessa ai bambini: “Non abbiamo affatto autorizzato l’ora del passeggio coi bambini. Abbiamo solo detto che quando un genitore va a fare la spesa si può consentire anche l’accompagno di un bambino. Ma non deve essere l’occasione di andare a spasso”.

In contemporanea al messaggio agli italiani successivo alla firma del decreto che prolunga il lockdown, sono state diffuse alcune dichiarazioni rilasciate sempre dal premier durante la registrazione pomeridiana di un programma per Nove.

Conte, qui ha parlato del rapporto con l’Europa e del contesto Ue: “Stiamo lavorando anche per un rilancio e costruzione economica”. Il premier ha aggiunto: “Non siamo ancora arrivati al cambiamento totale, ma il dibattito è vivace anche in Germania e Olanda, il filone dei Paesi rigoristi. Abbiamo già compiuto dei passi significativi rispetto posizioni iniziali”.

Durante la registrazione, Conte ha spiegato che “è stato esaltato il Patto di Stabilità e Crescita. La Bce ha disposto impegno significativo superando qualsiasi intervento che era stato predisposto in passato. La presidente di commissione ha anticipato altre due misure che domani andranno in approvazione alla commissione”. Si tratta di misure “ci consentiranno di mobilitare fino a 100 miliardi per consentire agli Stati membri di attingere finanziamenti per la cassa integrazione lavoratori e sostenere le imprese”, ha detto ancora Conte.

“Poi ci verrà consentito di utilizzare tutti i fondi strutturali europei. In qualche primo commento si è fatto confusione con il Mes” ma “non c’entra nulla. Stiamo parlando dei fondi strutturali di coesione, quelli che arrivano all’Italia che potranno essere utilizzati anche se non spesi” e che “non torneranno all’Unione Europea” dato che “saranno utilizzati senza vincoli. Priva occorreva il cofinanziamento nazionale, adesso no. Sono passaggi significativi, ma arriveranno altri provvedimenti” ha concluso il premier che già durante il suo messaggio da Palazzo Chigi aveva giudicato il Mes come uno strumento “inadeguato per combattere il coronavirus”.

Conte, sempre durante la registrazione televisiva, ha poi detto di non essere affezionato alla poltrona: “Il fatto che sia passato un lasso di tempo adesso più ampio e il fatto che ci sia un nuovo Governo non significa che io mi sia affezionato alla poltrona dove sono seduto. Sono sempre nell’ottica di una missione, di un compito che sto svolgendo, oggi più che mai impegnativo, come detto”, ha detto.

“E’ certo che non ritengo di dover rimanere seduto su questa poltrona vita natural durante. Ovviamente mi attengo all’orizzonte di una legislatura, ma poi rimetto alle forze di maggioranza le valutazioni, confido – ha concluso il presidente del Consiglio – che si possa lavorare anche per la ricostruzione, questo sì. Stiamo già predisponendo e lavorando, poi quello che succederà lo vedremo”.

Fonte: Ansa, AdnKronos, Agenzia Vista /Alexandr Jakhnagiev