Conte e il Mes approvato dal governo con la Meloni. Vero, sbaglia solo l’anno

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 11 Aprile 2020 10:14 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2020 15:09
Giuseppe Conte e il Mes approvato dal governo con la Meloni. Vero, sbaglia solo l'anno

Conte e il Mes approvato dal governo con la Meloni. Vero, sbaglia solo l’anno (Foto da video)

ROMA – Giuseppe Conte attacca Matteo Salvini e Giorgia Meloni in diretta tv. Lo fa durante la conferenza stampa in cui presenta le nuove misure contro il Coronavirus. Lo fa, speficificando nomi e cognomi (come lui stesso dice).

In particolare, il premier dice che il Mes (Meccanismo europeo di stabilità) fu approvato da un governo di destra. Un governo “di cui la Meloni era ministro”. E tutti a dire che è falso, perché l’approvazione del Mes in Parlamento arrivò col governo Monti (del quale né la Meloni né la Lega facevano parte).

Meloni e Salvini partono all’attacco di Conte, dicendo che spara fake news a reti unificate senza la possibilità di contraddittorio. Invece, in aiuto di Conte, arriva l’Unione Europea che mostra un documento. Che dimostra che l’unico errore di Conte sia stato sbagliare la data (2012 invece che 2011).

Un documento che spiega che fu il Consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi IV ad approvare il 3 agosto 2011 “il disegno di legge per la ratifica della decisione del Consiglio Europeo 2011/199/Ue, che modifica l’articolo 136 del Trattato sul funzionamento della Ue relativamente a un meccanismo di stabilita’ (Esm – European Stability Mechanism), nei Paesi in cui la moneta è l’euro. Obiettivo della Decisione è far sì che tutti gli Stati dell’Eurozona possano istituire, se necessario, un meccanismo che renderà possibile affrontare situazioni di rischio per la stabilita’ finanziaria dell’intera area dell’Euro”.

Il Consiglio dei Ministri del 3 agosto 2011 fece seguito al Consiglio Europeo del 25 marzo 2011, in cui l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi rappresentò l’Italia al tavolo in cui si definirono i contenuti del Mes. La Cancelliera tedesca era ovviamente Angela Merkel.

E nel Governo Berlusconi IV Giorgia Meloni era ministro per la Gioventù, e anche la Lega era ben rappresentata (Umberto Bossi ministro per le Riforme e Roberto Calderoli ministro per la Semplificazione).

Quindi, il governo Berlusconi approvò il disegno di legge per la ratifica del Mes, e la approvazione definitiva in Parlamento arrivò durante il successivo governo Monti.

Le parole di Conte contro la Meloni

“Nel 2012 fu un governo con Meloni ministro ad approvarlo. Il Mes esiste dal 2012, non è stato istituito ieri o attivato la scorsa notte come falsamente e irresponsabilmente è stato dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Questo governo non lavora col favore delle tenebre: guarda in faccia gli italiani e parla con chiarezza”.

Conte ha dunque sbagliato la data, perché avrebbe dovuto dire 2011, anziché 2012.

Meloni: “Nel 2012 non ero al governo”

“Presidente Conte, nel 2012 al Governo non c’ero io, c’era Monti. Non è bello usare la televisione di Stato per diffondere fake news”. Lo dice Giorgia Meloni in un video su Facebook ripreso dall’Agenzia Vista di Alexander Jakhnagiev: 

 

 

Salvini: “La Lega nel 2012 votò contro il Mes”

“Il signor Conte non può dire le bugie, La Lega nel 2012 è stato l’unico partito a non votare per il Mes. Lei ha l’archivio della redazione e può verificare”. Lo ha precisato Matteo Salvini, intervistato da Barbara Palombelli su Rete 4.

Centrodestra invoca Vigilanza Rai contro Conte

“Convocare la Commissione di Vigilanza oggi stesso per discutere delle gravi dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte”. A chiederlo in una lettera inviata al presidente Barachini i capigruppo in Vigilanza dei partiti di Centrodestra, Daniela Santanchè (FdI), Giorgio Mulè (FI), e Paolo Tiramani (Lega).

Sotto accusa, si legge in una nota, “l’attacco frontale senza precedenti nella storia repubblicana del presidente del Consiglio nei confronti dei leader delle opposizioni Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che ha trasformato la conferenza stampa in vero e proprio comizio politico”.

Il tutto “sulla principale rete del servizio pubblico, in orario di massimo ascolto, dove peraltro l’Italia intera si aspettava di ricevere comunicazioni sui provvedimenti inerenti al COVID-19”. Da qui la richiesta di una convocazione immediata della Commissione di Vigilanza. (Fonti: Ansa, Repubblica e  Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)