Conte No Tav ha un piano: far finta Francia e Ue non vogliano pagare

di Lucio Fero
Pubblicato il 8 Marzo 2019 8:29 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2019 9:36
Giuseppe Conte No Tav ha un piano: far finta Francia e Ue non vogliano pagare

Conte No Tav ha un piano: far finta Francia e Ue non vogliano pagare (foto Ansa)

ROMA – Conte No Tav. Finalmente il presidente del Consiglio l’ha detto: non crede proprio l’Alta Velocità ferroviaria Torino-Lione sia infrastruttura necessaria e opportuna. L’ha detto ed è stato un notevole passo avanti in conferenza stampa rispetto all’amletismo delle ore appena precedenti, quando il capo del governo comunicava al paese un reticente quanto pilatesco “sono dubbioso”.

Conte No Tav l’ha detto che lui Tav non la farebbe. Ma, secondo uno stile di governo consolidato e in coerenza con uno stile comportamentale che caratterizza e quasi definisce il nuovo modo di fare governo, Conte la responsabilità di non farla la Tav si è ben guardato dall’assumerla.

Dopo l’assicurazione di rito che agisce solo nell’interesse del popolo, che la lettura della situazione che ha fatto l’ha fatta con gli occhi del popolo, che lui e il popolo sono terga e camicia…Dopo questo ormai rituale eloquio che tutto o quasi ricade sotto l’antico chi si loda s’imbroda (ma agli italiani il genere piace, ci si ritrovano), eco che Conte No Tav mica dice la Tav non si fa, l’ho deciso, questa è la scelta.

No, espone il suo piano. Che ha come primo comandamento: mai prendersi una responsabilità. Secondo comandamento: buttare la palla in tribuna. Terzo comandamento: prendersela con qualcuno, possibilmente antipatico ai più. Quindi cosa annuncia e promette Conte No Tav? Che andrà a chiedere alla Ue e alla Francia di aumentare la loro quota di spesa per la Tav (Ue già paga l’opera al 40 per cento, la Francia per il 25% e l’Italia per il 35%). La mossa ha due scopi evidenti: prendere e perdere tempo e soprattutto mettere in piedi un teatrino la cui battuta finale del copione è: sono Francia e Ue che non ci hanno voluto mettere i soldi.

Astuzia da statista  al tempo delle fakes: faccio contenti i No Tav perché Tav non si fa, però non mi prendo la croce di decidere apertamente No Tav, salvo la faccia anche a Salvini perché Tav nessuno la cancella ufficialmente e tutti insieme ce la prendiamo con Macron egoista e la Ue che non ti sbagli mai a dire è colpa sua. A Roma direbbero: Conte la butta in caciara. Vasta la platea degli ammiratori del genere.

Il piano la butto in caciara e recito la scena di Ue e Francia che vogliono fregare l’Italia ovviamente prevede e contempla di stare accortamente lontani dalla realtà. Mai dire, mai far sapere al popolo (già, non far sapere a lui soprattutto)  che Tav è un trattato internazionale ratificato da legge di Stato votata dal parlamento italiano e che quindi per non fare la Tav bisogna rompere il trattato internazionale con una legge votata dal Parlamento che questo stabilisca. E allora? Allora in Italia un Parlamento in grado di votare legge cancella Tav non c’è, non ci sono i numeri. Ma Conte avvocato del popolo questo al popolo non l’ha mai detto.

E Conte avvocato del popolo (basterebbe anche avvocato e basta) finge di non sapere che le quote di spesa tra Italia, Francia e Ue sono l’accordo, il trattato. E Conte presidente del Consiglio deve essersi distratto quando mesi fa la Ue ha fatto sapere che se Tav si fa, allora Ue può aumentare la sua quota di spesa , forse anche fino al 50 per cento del costo dell’opera.

Ma non di questo si cruccia e si cura l’avvocato del popolo. Conte premier è impegnato a non far fare la Tav , ad essere No Tav senza dire no alla Tav, impegnato ad essere No Tav, ma la Tav sono quei cattivoni dei francesi ed europei che non cacciano i soldi, per questo Tav non si fa. Impegnato a sgusciare, ingegnarsi, scaricare, se del caso cavillare. Davvero un principe se non del foro  di certo del tratto verticale della società civile fattasi nuova politica.