Conte: “Proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre”. Il Senato approva

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Luglio 2020 17:14 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2020 21:01
Conte proroga lo stato di emergenza: "Inevitabile. Il virus è ancora in circolazione"

Conte proroga lo stato di emergenza: “Inevitabile. Il virus è ancora in circolazione” (Foto Ansa)

“La proroga dello stato di emergenza è inevitabile” sulle basi “di valutazioni squisitamente, vorrei dire meramente tecniche”: queste le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in Senato. 

Il Comitato tecnico scientifico ha segnalato che “sebbene la curva di contagi e l’impatto sul Servizio sanitario nazionale si siano notevolmente ridotti, ed è un dato che ci rinfranca, i numeri registrati dicono che il virus continua a circolare nel Paese. E la situazione internazionale resta preoccupante e ciò che accade nei Paesi a noi vicini ci impone un’attenta vigilanza”, aggiunge.  

“Pur in assenza del vincolo normativo ritengo doveroso condividere con il Parlamento” la decisione della proroga dello stato di emergenza. Proroga in serata approvata dal Senato con 157 voti a favore, 125 contrari e 3 astenuti.  

Proroga fino al 15 ottobre

“Il governo è favorevole alla risoluzione della maggioranza” che prevede la proroga dello stato d’emergenza al 15 ottobre “e non favorevole a quella dell’opposizione”, ha detto Conte in Aula al Senato.

“La dichiarazione dello stato di emergenza è prevista dal codice di protezione civile: la legittimità di queste previsioni è stata vagliata positivamente dalla Corte Costituzionale. Costituisce il presupposto per l’attivazione di una serie di poteri e facoltà necessari per affrontare con efficacia e tempestività le situazioni emergenziali. Tra i poteri fondamentale è il potere di ordinanza, che consente norme in deroga a ogni disposizione vigente, nei limiti indicati dalla dichiarazione di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e dell’Unione europea”, ha spiegato Conte in Senato. 

Conte: “Incongruo sospendere bruscamente le misure emergenziali”

“La proroga dello stato di emergenza è una facoltà espressamente prevista dalla legge ed è attivabile ove si renda necessaria la prosecuzione degli interventi. Questa esigenza si verifica quasi sempre. Lo stato di emergenza viene ordinariamente prorogato dal governo. Sarebbe incongruo sospendere bruscamente l’efficacia delle misure adottate se non quando la situazione è riconducibile a un tollerabile grado di normalità. Se questo è vero per eventi che si esauriscono una volta per tutte, come un terremoto, è ancor più vero per la pandemia”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. 

L’emergenza coronavirus ha “i tratti di un processo in continua e imprevedibile evoluzione che ancora oggi, seppure in misura contenuta e territorialmente circoscritta, non ha ancora esaurito i suoi effetti”, ha detto il premier. 

Conte: “Senza stato di emergenza stop alle navi di quarantena per i migranti”

Tra le misure che perderebbero effetto se non ci fosse la proroga dello stato d’emergenza “c’è anche il noleggio di navi per la sorveglianza sanitaria dei migranti e non sfugge a nessuno di quanto sia attuale il ricorso a questo strumento per un ordinato svolgimento della quarantena per la tutela della sanità pubblica”, ha detto Conte. 

E sui migranti ha aggiunto: “In queste ore gli uffici sono alle prese con una situazione complessa che va affrontata con risoluzione, efficacia, tempestività”.

Conte: “Senza proroga finisce il coordinamento con la Protezione Civile”

“Se lo stato di emergenza non fosse prorogato cesserebbe il coordinamento attribuito alla Protezione Civile così come decadrebbero i poteri straordinari assegnati ai soggetti attuatori, che nella maggior parte dei casi sono i presidenti di Regione. Verrebbe a cessare la sua funzione anche il Comitato tecnico scientifico. A questo occorre aggiungere che al 31 luglio sono prorogati numerosi termini normativi di rango primario e secondario”, ha detto Conte intervenendo al Senato.

“Dobbiamo essere consapevoli che se non prorogassimo” lo stato di emergenza, “cesserebbero di avere effetto le ben 38 ordinanze, di cui 4 al vaglio della Ragioneria, così come i conseguenti provvedimenti attuativi”.

“Ad esempio – cita il premier – decadrebbero le misure per la gestione delle strutture temporanee per l’assistenza alle persone positive, il volontariato di protezione civile, il reclutamento di personale sanitario a supporto delle regioni e dei penitenziari, il numero verde, il pagamento dilazionato delle pensioni negli uffici postali, l’attivazione del sistema Gros, che è la centrale operativa remota di soccorso sanitario per cui in mancanza di posti letto in una regione, Gros interviene per la ripartizione e il trasferimento dei pazienti in altre regioni”.

“Il dibattito pubblico è vivace” ma con la proroga dello stato di emergenza “non vi è nessuna intenzione di drammatizzare né di alimentare paure ingiustificate nella popolazione”, né un “ingiustificato stato di allarme”, ha detto Conte in Aula al Senato. (Fonti: Ansa, Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev)